Sono nuovamente a parlare di agrumi. Le arance, in questo periodo, abbondano sulle nostre tavole e anche domenica scorsa mi sono fatto il solito intingolo di arance grappa e aceto balsamico, come contorno a un pollo ripieno, e come sempre è risultato gustosissimo.

L’arancione, dicono gli esperti di cromoterapia, è il colore della felicità,  ideale per combattere il grigiore e la malinconia sempre in agguato d’inverno. Così, in questa stagione non mi faccio mai mancare, bene in vista nella mia cucina, qualche zucca hokkaido (la conoscete? é una  varietà giapponese dalla buccia di un arancio squillante) e,  naturalmente, un cesto colmo di arance. Questi frutti, che qualcuno ha  battezzato con lo stesso nome del colore (in realtà pare che  “arancia” venga dal sanscrito narang, gusto degli elefanti) mi sembrano dei piccoli soli, come se la natura avesse deciso di lasciarci un ricordo estivo per le giornate più buie.

Gli agrumi hanno origine e luoghi diversi, ma comunque riconducibili alla zona dell’Asia sudorientale.

Da noi, nelle zone del meridione, si sono acclimatate in modo eccellente, in particolare al sud, dando vita a prodotti di alta qualità. Infatti, le arance siciliane sono tra le più richieste al modo e i limoni della costiera amalfitana tra i più saporiti.

In Toscana, pur non avendo un clima del tutto ideale alla loro crescita, la cultura degli agrumi si è sviluppata nel tempo, raggiungendo probabilmente il suo apice durante l’epoca medicea.

Basti pensare alle varie limonaie delle ville medicee,  dove venivano messi a riposo gli enormi vasi in terracotta (prodotti dalle fabbriche di cotto dell’Impruneta), contenenti le piante di agrumi, in prevalenza limoni. Non solo da loro, ma All’epoca, quasi tutte le famiglie signorili possedevano piante di limoni, che mettevano a riposare durate l’inverno..

Per chiudere una curiosità. Nel 2013, il parco di villa dell’Olmo o Reale di Sesto Fiorentino, è stato decretato come il più bello d’Italia. Questo splendido giardino è uno degli esempi meglio conservati di giardino all’italiana, dove ancora si possono trovare piante di agrumi storici, e molto rari.

Un invito: se non lo avete mai visitato fatelo e scoprirete quanto la bellezza possa far bene allo spirito.

Banco ortofrutta in mercato italiano

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.