Un regalo, per chi lo riceve, può rappresentare molto di più di un semplice oggetto: può influenzare la sua vita e cambiarne il corso. Questo è il messaggio che intende veicolare il nuovo spot di Natale di John Lewis, la nota catena di grandi magazzini inglese. Due minuti e venti secondi emozionanti, per un messaggio che va oltre il semplice messaggio pubblicitario.

Un modo inconsueto di fare pubblicità; verrebbe da dire più nobile.

Sicuramente un modo azzeccato, a giudicare dalla viralità con la quale si è diffuso il nuovo spot subito dopo la presentazione, avvenuta pochi giorni fa.

Il cortometraggio, perché chiamarlo spot è davvero riduttivo, inizia con Elton John al pianoforte, da solo in casa in un’ambientazione classicamente natalizia. Qualche nota singola sul pianoforte e inizia a suonare una sempre splendida “Your Song”. È l’occasione per ripercorre a ritroso la sua storia di successo, fino ad ritornare a un Elton bambino che riceve come regalo di Natale dalla mamma e dalla nonna un pianoforte: un regalo che determinerà la sua vita futura. Chiusura del flashback con il passaggio dalle dita del bambino sulla tastiera del pianoforte a quelle di Elton nuovamente ai giorni nostri, che chiude in maniera magistrale lo spot con un’espressività da attore consumato, per lasciare spazio al claim “Some gifts are more than just a gift”.

Tutto molto ben fatto, dalle ambientazioni al montaggio, dalla fotografia ai volti dei vari attori che interpretano un Elton via via sempre più giovane. Misurate e, proprio per questo, toccanti le espressioni della madre, della nonna e del bambino che riceve il pianoforte, ma soprattutto grandioso Elton John, che si cimenta in un ambito per lui inconsueto: la comunicazione attraverso le espressioni del viso.

Un musicista è abituato a comunicare emozioni attraverso la propria musica, ma farlo attraverso un mezzo così diverso come la fisicità e l’espressività non è alla portata di tutti e il risultato spinge a credere che Elton, se avesse voluto, avrebbe anche potuto essere un attore.

Uno spot che dimostra inequivocabilmente che alcune pubblicità sono più che semplici pubblicità.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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