Marcel Proust nella sua più famosa opera “Alla ricerca del tempo perduto” scriveva che quando mangiava una “madeleine” (piccolo dolcetto ovale fatto a conchiglia), lo riportava subito ai beati giorni della sua infanzia risvegliandone i ricordi.
Ieri era il mio compleanno e come sempre mi sono posto il dilemma che cosa potessi cucinare di speciale per festeggiarlo in modo adeguato.
Ad un certo punto della vita festeggiare il proprio compleanno diventa solo una scusa per poter condividere con le persone che ami un momento di serenità.
Come Marcel Proust anch’io ho un piatto che mi riporta ad “alcuni anni fa” ma non è certo il tipo di pietanza da offrire per un compleanno.
Agli  inizi degli anni ‘70 nelle dispense delle famiglie non mancava mai il burro, la margarina e il doppio concentrato di pomodoro, tre alimenti molto usati nella preparazione dei piatti quotidiani.
In quel periodo, oltre che studiare, facevo sport agonistico, atletica leggera “per modo di dire, la mia specialità era il lancio del martello”. Uscivo dalla palestra alle 21 e spesso dovevo correre per prendere l’ultimo autobus della linea 8, disponibile per arrivare a casa (non avevo ancora  l’età  per il motorino tanto meno per la macchina)
Mia madre, come entravo in casa, accendeva il fornello con la pentola dell’acqua. Non vi dirò quanti grammi di pasta buttava, neanche sotto tortura!
Me la facevo cuocere più che al dente e  la condivo con burro, doppio concentrato di pomodoro e tantissimo formaggio. Vi assicuro che per me era una grande prelibatezza.

Credo che ognuno di noi abbia un suo piatto, una pietanza, un vino, che per qualche motivo gli faccia riaffiorare i ricordi di un particolare momento, e non so se sia il caso di condividerlo con gli altri, sicuramente non darebbe a loro le nostre stesse sensazioni.
Per il mio compleanno alla fine non ho fatto “piatti particolari” ma mi sono goduto la quotidianità della buona cucina di tutti i giorni.

Meditate, gente! E se volete, ditemi quale prelibato boccone o bevanda, risveglia in voi sensazioni sopite dal tempo…. Buon appetito!

Burro doppio concentrato…….. Tanto formaggio

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.