CENACOLO DI OGNISSANTI

Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio Refettorio di Ognissanti

“L’Anarchia al potere”, è questo che stiamo vivendo nel mondo dell’enogastronomia. Tutto è permesso, la ricerca, la sperimentazione, l’iniziativa istintiva hanno prodotto un’indubbia confusione nella cucina di tutti i giorni. Se i grandi cuochi, negli anni ‘90 e 2000, hanno sperimentato e innovato il mondo della ristorazione, gli anni successivi, quelli della crisi, ci hanno portato a esaltare il cibo in ogni sua forma e declinazione, ma non sempre in modo positivo. Programmi tv, libri, trasmissioni radiofoniche, blog, siti specializzati, e “chi più ne ha ne metta”, affollano giornalmente i media. Insomma, tutti parlano di cibo o, più semplicemente, tutti pensano di saper parlare di cibo.

Dal mio punto di vista non esistono più regole o protocolli rigidi da seguire, anche se la qualità e la genuinità del prodotto restano gli elementi fondamentali per la buona riuscita di una pietanza. Conoscere le caratteristiche di un alimento, rappresenta la base di partenza per spaziare con la creatività, scardinando le consuetudini, le usanze, alla ricerca di una modalità che, rispettando la natura dell’alimento, riesca ad amalgamarli.

Usare il cuore, senza farsi condizionare dal risultato, pur sapendo che, probabilmente, altri prima di noi lo hanno già provato.

Credo sia giunto il momento di fare un passo in avanti nel modo di intendere l’arte della cucina. Il vero cambiamento non consiste solamente nel cucinare o nel proporre piatti gustosi o nel sentirsi riconoscere la propria bravura, ma nel condividere e, possibilmente, nel cucinare insieme.

Condividere, sperimentare, imparare a cucinare insieme ad altri consente di liberarsi da consuetudini ormai superate, per dare vita a una vera e propria trasformazione culturale in ambito culinario.

(Visited 586 time, 2 visit today)
Share

Dicci la tua

Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.