I ricercatori della Università della California di San Diego hanno realizzato il primo paio di lenti a contatto in grado di variare le propria lunghezza focale, effettuando uno zoom del campo visivo che può arrivare al 32% di ingrandimento.

Lo scopo è, ovviamente, quello di migliorare le capacità visive di chi soffre di particolari patologie.

La tecnologia alla base di questa rivoluzionaria invenzione consiste nell’impiego di lenti biomimetiche controllate da un  segnale elettrooculografico. In sostanza si tratta di lenti a contatto morbide, i cui movimenti e deformazioni sono ottenuti mediante l’attivazione di diverse aree di pellicola di elastomero dielettrico, che rispondono a comandi impartiti da chi le indossa tramite specifici movimenti oculari, che generano campi elettici misurati e interpretati dalle lenti stesse (lo zoom si effettua tramite una rapida sequenza di due ammiccamenti successivi).

Chi le indossa strizza due volte gli occhi, le lenti recepiscono il comando e modificano l’allineamento degli elementi che le compongono, variando la lunghezza focale in maniera analoga a quanto avviene nell’ottica di una comune fotocamera.

Si effettua lo zoom letteralmente in un batter d’occhio.

Come tutte le scoperte scientifiche, l’iter prima della eventuale commercializzazione è ancora lungo, ma l’interesse suscitato dalla scoperta è tale da far credere che tra non molto queste lenti possano arrivare sul mercato

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.