Samsung ha ottenuto l’autorizzazione alla sperimentazione su strada dei propri sistemi di guida autonoma. È l’ennesimo attore che si lancia in quello che sembra essere uno dei business del futuro. Sono in costante aumento, infatti, le aziende, anche estranee al comparto automotive, pronte a sviluppare sistemi di guida autonoma. In alcuni casi con proclami più indirizzati al marketing che alla ricerca (Uber), in altri con progetti partiti in grande stile, ma ridimensionati poco dopo (Apple).

Al mercato, aldilà di roboanti annunci e di entusiastiche dichiarazioni, arrivano informazioni spesso confuse.

È utile fare un po’ di chiarezza, prima di tutto sui termini. Con l’espressione “guida autonoma” si indicano, nel linguaggio comune, due scenari diversi tra loro: le auto senza guidatore e le auto con guida automatizzata.

Il primo è, comprensibilmente, ancora lontano dal potersi concretizzare sia per ragioni tecnologiche che per ragioni normative, logistiche e pratiche.

Il secondo, invece, è realizzabile in pochi anni, anche se l’immagine da ipotizzare sarà quella di un guidatore senza le mani sul volante, ma presente e attento, più che di un guidatore, disinteressato a quello che succede sulla strada, intento a sfogliare una rivista.

La ricerca ha già avuto ricadute positive sulle auto di produzione, anche se comprensibilmente solo su quelle dei segmenti alti del mercato (i costi delle nuove tecnologie sono destinati ad abbassarsi nel tempo, ma i “pionieri” pagano lo scotto dei costi di produzione inizialmente elevati).

I più sofisticati cruise control adattivi non solo regolano la velocità basandosi sull’andatura del veicolo che precede, ma sono anche in grado di effettuare sorpassi di veicoli lenti, gestendo le accelerazioni e i cambi di corsia in completa autonomia, grazie a sensori e telecamere integrati con i dispositivi di bordo.

Alcuni sistemi di mantenimento della corsia sono in grado di effettuare curve ad andature autostradali e di rallentare prima e accelerare dopo, nel caso in cui il raggio della curva lo richieda.

Questi sono solo alcuni esempi dei sistemi di assistenza alla guida proposti dai marchi premium, che, oltre a prefigurare il futuro, già raggiungono l’obiettivo di ridurre il numero degli incidenti, o la loro gravità, con i conseguenti vantaggi in termini di costi sociali (e individuali).

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.