Tutto si evolve; i vecchi e cari annunci matrimoniali d’antan hanno fatto il loro tempo. Oggi gli annunci dei cuori solitari possono essere più mirati, più espliciti e, perché no, più sfacciati.

Selvaggia Lucarelli ha pubblicato sul suo profilo Facebook un annuncio, a dir poco originale, in cui dice di essersi imbattuta casualmente e che, comprensibilmente, si è presto  diffuso in maniera virale.

“Ciao cerco un ragazzo intelligente che possa essere il mio futuro marito. Questo è il mio numero di telefono [omissis]” e di seguito un +39 “in chiaro” e poi una sequenza di logaritmi, radici e operazioni varie, non banale, ma alla portata di qualsiasi studente di liceo con un QI superiore al peso corporeo (anche se mingherlino).

Se è vero che spesso le domande rivelano più delle risposte, in questo caso la (si suppone) ragazza che ha redatto l’annuncio ha rivelato diverse cose su di sé: prima di tutto un discreto senso dell’umorismo, sintomo comunque di vivacità intellettuale; una notevole autostima, perché richiedere espressamente intelligenza, presuppone la certezza di potersi confrontare sul medesimo piano;  una sfrontatezza che rischia di debordare nell’esibizionismo, perché un cartello appeso in un luogo pubblico non è propriamente un esempio di discrezione; una netta propensione per le materie scientifiche, non solo per l’esplicito utilizzo della matematica per “criptare” il numero di telefono, ma soprattutto per la formulazione del testo, le scelte lessicali e la punteggiatura a dir poco essenziale, che non evidenziano una particolare attenzione per la lingua.

Che sia un simpatico scherzo, ipotesi forse più plausibile, o che sia un vero tentativo per fare nuove conoscenze, opzione francamente meno probabile, l’annuncio ha comunque uno scopo: far parlare dell’autrice (o del gruppo di autori/autrici, se fosse il risultato di un gioco di gruppo) e creare un “caso”.

Obiettivo ampiamente raggiunto.

Purtroppo sembra che il risultato (87051515887; ci fidiamo, non abbiamo verificato il calcolo) non corrisponda ad un numero di telefono “vero”. Peccato, perché non sarebbe stato male mandare un messaggio di risposta in latino o greco, giusto per rispondere a tono.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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