A giugno ho approfittato de “La Domenica del Fiorentino” per visitare il camminamento di ronda e la Torre di Arnolfo, di Palazzo Vecchio.

Non era la prima volta che ci provavo, ma il tempo o i posti limitati mi avevano impedito di poter effettuare questa visita.

Ci siamo trovati dieci minuti prima alla biglietteria del museo di Palazzo Vecchio. La mente può fare brutti scherzi e devo dire che in questo frangente la scalinata rinascimentale che porta al Salone dei Duecento è diventata una porta temporale. Man mano che si sale, il tempo regredisce, ci porta indietro alla Firenze Medicea; salendo ancora, dopo gli appartamenti rinascimentali, le scale diventano strette, il tempo scorre e, arrivati al camminamento di ronda, ci troviamo in pieno Medioevo. Lo spettacolo che ci propone questo luogo è affascinante, ad un palmo di mano abbiamo sia la città, sia le colline circostanti. Il frastuono della piazza ci fa voltare lo sguardo al pavimento, notiamo aperture chiuse con grate, “i piombatoi”, sparse lungo tutto il perimetro (servivano per la difesa del palazzo). Animata, caotica, piena di gente, la piazza sottostante è il cuore pulsante di Firenze. Il nuovo palazzo dei Priori (Palazzo Vecchio), progettato da Arnolfo di Cambio, si presenta in tutta la sua bellezza, “sembra appena costruito”. Santa Maria Novella, Orsanmichele (il mercato delle granaglie), Santa Maria del Fiore, il Bargello, Santa Croce , gli Uffizi, Ponte Vecchio, Palazzo Pitti, le mura che cintano la città ci circondano. All’improvviso, frastornato da tanta bellezza, mi pare di vedere un soldato che, con l’alabarda in mano, scruta le colline. Si ferma un po’, annoiato mette le mani nella bisaccia e ne trae un pezzo di pane, difficile da capire che tipo di pane, se fatto con segale, orzo o qualche altro cereale, il colore non aiuta. Continua a frugare ed estrae una cipolla, lo osservo mangiare. Poi, a fine pasto, sorseggia da una fiaschetta probabilmente piena di vino; un alimento importante non solo per dissetarsi. Il rintocco della campana del mezzogiorno “campana del Popolo”, mi riporta alla realtà. Sul camminamento di ronda vedo solo turisti che, anziché l’alabarda, impugnano macchine fotografiche, nei loro zaini non ci sono più pane, cipolla e vino, ma caramelle, dolcetti e bottigliette d’acqua in plastica. Il viaggio continua, su per le scale strette, verso la cima della Torre d’Arnolfo……………….

Dal camminamento di ronda

Dal camminamento di ronda

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.