Ricetta semplicissima E MOLTO ACCATTIVANTE
Tra le verdure invernali il cavolfiore è uno dei più diffusi, ma negli ultimi anni, nei banchi dei nostri ortolani, è arrivato anche il cavolo romano.
Il cavolo romano, o broccolo romanesco, è una varietà di cavolo che sorprende, per la perfezione delle sue cime, che ricordando i frattali.
Oggi voglio proporvi una ricetta semplicissima, ma molto gustosa, con questi due ortaggi.

Ingredienti:
Cavolfiore una palla
Cavolo Romano una palla
Trito di erbe aromatiche così composto:
Ramerino, salvia, alloro, menta, aglio e sale grosso.
Olio EVO q.b.
Sale e pepe q.b.
Limone q.b.

Fate un trito con il ramerino, salvia, alloro, menta (se volete aggiungete altre erbe aromatiche, che siano fresche, tipo timo, erba cipollina, ecc.), aglio e sale grosso in quantità limitata, ma sempre a vostro gradimento.
Prendete i cavoli, lavateli, sgrondateli bene, metteteli su della carta d’alluminio, conditeli con il trito, dell’olio EVO, sale e pepe.
Infine avvolgeteli totalmente con la carta d’alluminio.
Infornate a 200° per circa un’ora, controllate con uno spiedino la cottura, che varierà dalla grandezza del cavolo. Togliete quando cotto.
Aprite e se volete metteteci qualche goccia di limone. Può essere servito sia caldo che a temperatura ambiente.
Se avanza passatelo in padella e conditeci le paste, preferibilmente chiocciole o farfalle, con abbondante spolverata di parmigiano reggiano.

Veramente un piatto intrigante, con sapori delicati e arricchiti dalla speziatura.

Vino in abbinamento: Cerasuolo d’Abruzzo, rosato, dall’ odore fruttato, vinoso, intenso e fine, dal sapore secco ed aromatico.

P.s. se cambiate il condimento, es. mettete del masala (mistura di spezie tipica della cucina indiana),  curcuma, peperoncino, o altro, potrete ottenere sapori diversi e esotici.

Fatemi sapere …. Buon appetito.

Leggi la traduzione in inglese.

 

Che cartoccio di cavolo

Che cartoccio di cavolo

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.