anziani

Le estati non sono più come quella di una volta, come dicono spesso le chiacchiere da bar. Forse hanno ragione, infatti le stagioni estive sono sempre più calde sia dal punto di vista dei fatti nazionali che internazionali.

La guerra in Siria che oramai si protrae da troppi anni sta diventando la normalità, e nel frattempo, a volte nel silenzio più generale, miete vittime civili ogni giorno che passa. I vari  frammentati interessi a livello regionale, nazionale ed internazionale non permettono neanche di stipulare una tregua umanitaria che duri più di tre ore.

La Turchia, colonna portante dell’accordo con l’Unione europea sui migranti, ha visto sorgere e tramontare nel giro di poche ore un tentativo di golpe. Un coup d’état che sta avendo delle conseguenze travolgenti sulla pseudo democrazia del sultano Erdogan. Arresti indiscriminati, dai professori ai giudici, fino ad arrivare ai giornalisti ed ai militari accusati di aver messo in atto il tentativo di golpe. Una stato di diritto che vacilla, e in tutto ciò un’Unione europea che stipula accordi con chi fa soldi sulla pelle delle persone.

Gli Stati Uniti che sono in piena campagna elettorale e con lo spauracchio Trump dietro l’angolo. Una mina vagante, non solo per i cittadini americani, che incita i supporter del secondo emendamento a fermare la rivale democratica per la Casa Bianca Hillary Clinton con qualsiasi mezzo. Dall’altro lato, la prima donna nominata per la corsa alla Casa Bianca che non riesce a scaldare i cuori ed a ottenere la stima di coloro che credevano e credono nella rivoluzione sanderista.

Il Brasile, tra impeachment e giochi olimpici, è un paese in recessione dalla metà del 2014, e lo scandalo politico congiuntamente alle proteste contro le misure adottate per le olimpiadi di Rio, alimenta la rabbia dei brasiliani contro una corruzione sistemica.

L’Europa, scossa da atti terroristici di varia natura e dalla questione dei migranti, tra cui non esiste nessuna correlazione, continua a vivere in un limbo di incertezza. Un’Europa che esiste ma che fatica a farsi sentire come un attore autorevole, vedi il pessimo accordo con la Turchia.

Buona estate.

 

 

 

 

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Giacomo Bertini

Classe ’90, dopo una fallimentare carriera calcistica ho deciso di emigrare a Bruxelles per continuare i miei studi universitari, sognando una futuro internazionale. Infatti sto frequentando un Master in Relazioni Internazionali, dopo aver conseguito una Laurea triennale in Scienze Politiche. Mi piace leggere, sia giornali che libri, per mantenermi aggiornato sotto qualsiasi aspetto. Pari alla mia passione per il calcio, c’è solo quella per il giornalismo e la politica. Non sono un grande oratore, però mi piace ascoltare e osservare il mondo che mi circonda ed esprimere con la scrittura i miei pensieri. Ed ora li condividerò con voi.
http://bertinigiacomo.blogspot.it/

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