Personalmente ho vissuto il terremoto dell’Irpinia nel 1980. Come militare di leva fui distaccato a Potenza e Rapone. Da quell’esperienza, ho imparato che sul posto, adesso, ci deve stare solo chi è realmente preparato e può concretamente aiutare nel soccorso.

In Italia, ormai da anni abituati a questo tipo di eventi, si è sviluppata una rete di Protezione civile e di Vigili del fuoco, capace di intervenire nelle zone disastrate in breve tempo, con personale competente.
Credo che le popolazioni del luogo abbiano bisogno di tornare alla normalità quotidiana, quindi la domanda che mi pongo è: come riuscire ad aiutarli per ristabilirla?

Anche il mondo del cibo si sta mobilitando per le popolazioni colpite, creando iniziative di solidarietà.
Carlo Petrini, come presidente dello Slow Food, lancia il suo appello ed in particolare:

“Con Un futuro per Amatrice (#unfuturoperamatrice) chiediamo ai ristoratori di tutto il mondo di inserire in carta il piatto simbolo della città colpita e di tenerlo per almeno un anno, devolvendo una piccola parte del ricavato. E ai clienti chiediamo di sceglierlo. I fondi raccolti saranno direttamente versati al Comune di Amatrice.”

http://www.slowfood.com/press-release/carlo-petrini-lancia-un-appello-per-amatrice/

Codice IBAN del comune di Amatrice: Banca di Credito Cooperativo di Roma
IT 13 W 08327 73470 000000005050

Invitando inoltre a comprare i prodotti provenienti da quelle località.
La Federazione Italiana Cuochi organizzerà il lavoro di chi volontariamente si darà disponibile con il proprio operato ad aiutare direttamente sul territorio le popolazioni.
Per esperienza sul campo, vi assicuro che mangiare decentemente in queste situazioni restituisce un senso di normalità, fondamentale per il vivere quotidiano.
Una cosa che potremmo fare tutti è quella di acquistare e consumare i prodotti che provengono da quei luoghi.
Le lenticchie, e spesso quelle di Castelluccio, sono un prodotto ben conosciuto ed usato nel cenone di capodanno, come augurio di buona sorte.
Mangiare lenticchie di Castelluccio, insaccati dei mastri norcini di Norcia e tanti altri prodotti agricoli delle zone terremotate, rappresenterà un concreto gesto di solidarietà e contribuirà allo stesso tempo a conservare un pezzo della nostra storia enogastronomica.

Grazie.

P.S. le foto sono di Castelluccio di Norcia e la sua valle coltivata a lenticchie, famosa per lo spettacolo della fioritura. In successione dal giallo al rosso infine blu. Fine giugno 2016

Castelluccio la vallata delle lenticchie

Castelluccio la vallata delle lenticchie

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.