Le mode importate dagli Stati Uniti ormai non si contano più, ma una in particolare è risultata, negli ultimi anni, particolarmente gradita anche al di qua dell’oceano: il Black Friday. Il “venerdì nero” è il venerdì che segue il Giorno del Ringraziamento, che cade il quarto giovedì di novembre, ed è, tradizionalmente, il giorno in cui gli americani iniziano lo shopping natalizio. Per stimolare gli acquisti è usanza dei negozi offrire forti sconti su tutte le tipologie di merce. Per prolungare il periodo degli acquisti oltre il solo venerdì, è anche stato istituito il Cyber Monday, che vede il lunedì successivo forti sconti proposti su prodotti di elettronica.

Quest’anno le offerte speciali, sull’onda dell’iniziativa di Amazon, sono addirittura cominciate il lunedì precedente, trasformando di fatto il Black Friday in una Black Week. La principale caratteristica della settimana del Black Friday è che si fanno ottimi affari, a patto di rivolgersi agli acquisti on line. È questo, infatti, l’ambito nel quale il Black Friday si è diffuso maggiormente anche in Italia, complice il crescente gradimento da parte degli acquirenti per il canale dell’e-commerce, in particolare nei settori dell’elettronica e dell’abbigliamento.

La crescita del mercato degli acquisti on line nel 2016 in Italia è stata nell’ordine del 25% in più rispetto al 2015, con il record raggiunto per l’appunto a novembre, il mese del Black Friday e del Cyber Monday. Visto il trend, c’è da credere che il 2017 segnerà un nuovo incremento a due cifre.

Per gli acquisti del Black Friday in tutta sicurezza valgono le regole generali degli acquisti on line, che riassumiamo sinteticamente nel seguito:

1) Effettuare acquisti preferibilmente su piattaforme che garantiscano la disponibilità della merce a magazzino: non tutte le piattaforme hanno i colossali magazzini di Amazon o di Yoox; in alcuni casi sono l’espressione di venditori che non hanno proprio magazzino, ma che comprano dal fornitore solo “sul venduto”, con conseguenti tempi di consegna lunghi.

2) Verificare la serietà del negozio on line: sincerarsi di che struttura ci sia dietro al sito, se sia o meno la versione on line di un negozio fisico e accertarsi sempre che sulle pagine del sito siano presenti indirizzi e dati fiscali verificabili.

3) Leggere con attenzione le condizioni di vendita e quelle per l’eventuale reso: porre attenzione a questi aspetti prima evita spiacevoli sorprese dopo, qualora il prodotto acquistato non risponda pienamente alle aspettative.

4) Fare ricerche sulle esperienze di altri acquirenti: cercare recensioni, facendo attenzione al numero e alla valutazione media, è un buon metodo per caprie cosa è lecito aspettarsi.

5) Valutare attentamente gli sconti esagerati: a volte gli sconti esagerati sono veri, altre volte sono uno specchietto per le allodole, altre volte sono addirittura un “campanello di allarme” di possibili truffe. Fare sempre raffronti con altri siti per verificare la bontà dell’offerta e cercare di capire la motivazione dello sconto elevato.

6) Optare per una modalità di pagamento sicura: la carta di credito (reale o virtuale) è sempre il metodo più diffuso, ma altre piattaforme di pagamento offrono servizi accessori interessanti, come Paypal, che offre strumenti che tutelano gli acquirenti, o Amazon Pay, che propone tassi di cambio vantaggiosi per acquisti in valuta.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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