Pausa sia nel Top12 che nel Pro14 lo scorso fine settimana e mentre tutte le squadre si godono il turno di riposo in attesa della preparazione per le prossime partite di settimana prossima, con impegni particolarmente difficili per le franchigie in lega celtica, sono state giocate in territorio italiano sia la finale di Coppa Italia che la partita di andata della finale di Continental Shield.

Giornata dedicata anche ai play off di Challenge e Champions cup ma vista la nostra predilezione per il rugby nostrano restiamo su quello che concerne le nostre squadre e con malcelato orgoglio vediamo una formazione neo promossa in Top12 già arrivare a sollevare il primo trofeo. Infatti la Coppa Italia è stata vinta dal Valorugby Emilia che ha trionfato sul Valsugana! Finalmente una nuova formazione che realmente può ambire alle prime posizioni di classifica segnale, forse, di un rinnovo del rugby nostrano e, comunque, qualcosa di nuovo che si affaccia nel nostro massimo torneo.

Finale tutta italiana poi per la Continental Shield, trofeo creato appositamente per selezionare le squadre che accederanno poi alla Challenge Cup a tentare la scalata dei tornei europei, altamente contestata da molti addetti ai lavori, boicottata da altri.
Calvisano e Rovigo provano una probabile finale di campionato in uno scontro diretto, la partita di andata è stata vinta dal Calvisano per la cronaca, che molto probabilmente porterà magri risultati al vincitore.
Tolto il premio in denaro, che comunque male non fa anche se non si tratta di una cifra enorme, si fa sempre più insistente la voce che la squadra che andrà in Challenge Cup sarà una selezione tra le due finaliste e altre formazioni della massima serie. Insomma, un nulla di fatto per il vincitore della finale.

Tante, troppe, sono state le contestazioni che vanno a sommarsi alla massa che già affligge il torneo di gestione italiana. Effettivamente il passaggio in Challenge Cup comporta una crescita enorme per una formazione di campionato, basta vedere cosa è successo alle altre formazioni straniere che hanno vinto la Continental oltre alle nostre, nel tempo. Ma creare una franchigia è la soluzione? Soprattutto quando la Federazione già ha annunciato un’altra formazione da portare in lega celtica? Il rugby italiano è pronto a un tale passo? Il rischio di un ulteriore impoverimento del livello del nostro campionato è alto, il gioco vale la candela?

Il bandolo della matassa dovrà essere trovato in breve tempo, una decisione che dovrà essere presa anche dai vari club, sperando in un qualcosa di concreto e non una bolla di sapone come è già stata la Lega dei Club.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.