È di qualche giorno fa la notizia, deprimente per i fiorentini, che le guide turistiche operanti in città hanno deciso di costituire un comitato per salvaguardare l’area Patrimonio Unesco − il centro storico di Firenze − dalla delinquenza, dai venditori abusivi, dai bagarini. Sembra infatti che il turista arrivato da noi, più che guardarsi intorno per ammirare le bellezze storiche e artistiche, debba stare in guardia per schivare una serie di ostacoli e inconvenienti che potrebbero rendere il suo soggiorno poco piacevole. E non si tratta solo di scippatori, ladri, venditori abusivi, spacciatori, e ubriachi, tutta roba di cui il centro storico è del resto ricchissimo. Ma c’è anche altro, come per esempio le code per entrare nei musei.
Due saltano agli occhi più delle altre. Una è quella in via Ricasoli per l’Accademia. Già la strada è poco confortevole. Stretta, sporca, bollente d’estate, lastricata di poster e disegni dei venditori abusivi. Fanno un po’ pena quei poveretti che, stoici, affrontano ore di attesa per vedere il David formando una coda che spesso straborda in via degli Alfani.
E poi ci sono gli Uffizi. Il loggiato almeno è all’ombra. Il problema, che poi è lo stesso dell’Accademia, è che i biglietti si possono sì comprare in biglietteria, dopo ore di attesa. Se non hai prenotato, però, rischi l’autodistruzione perché sei in piedi e al caldo. E allora, per saltare la coda, ci sono gli addetti dei Tour Operator che a costo ipermaggiorato ti fanno entrare, in tempi brevissimi. Il turista accetta, a qualunque prezzo. Del resto comprare i biglietti online è praticamente impossibile, perché sono quasi sempre già esauriti, acquistati dagli stessi Tour Operator. Insomma, dagli stadi i bagarini si sono trasferiti davanti a due dei musei più importanti del mondo.
Ma i problemi di questa città, così poco premurosa con i propri visitatori, non finiscono qui. Il turista che vuole bere o mangiare viene apparentato al pollo da spennare. Prezzi da capogiro (mezzo litro d’acqua 1,50 euro…), cibo di plastica, pizza a taglio al sapore di teglia, panini e gelati tanto cari da essere quotati in Borsa.
Vista la situazione, l’Unesco e le guide turistiche minacciano sfaceli. Il Comune sembra invece che abbia minacciato di annaffiarli, se osano sedersi sugli scalini.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

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