Se c’è una cosa che attira sempre la mia attenzione, quando vedo un banco di ortofrutta, oltre chiaramente ai colori, è il cavolo romanesco o romano. L’aspetto geometrico che lo contraddistingue, mi ricorda i frattali – “oggetto geometrico, che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse” -. Affascinante è proprio la forma e la ripetizione della stessa, nel comporre questo particolare ortaggio.

Naturalmente, oltre l’aspetto esteriore, è anche il suo gusto più dolce rispetto agli altri tipi di cavolo e le sue notevoli proprietà benefiche che ci regala, a farcelo preferire ad altre verdure.

Abituato da sempre a lessarlo prima di utilizzarlo nelle varie preparazioni, ho scoperto che, come tutte le verdure, può essere cucinato anche mettendolo direttamente in padella, senza lessarlo.

Vi propongo cavolo romano passato in padella con capperi e sarde.

Ingredienti:

Cavolo romano 1
Sarde 5-6 filetti sott’olio
Capperi 30g
Aglio 2 spicchi
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva “EVO” q.b.

Lavate bene il cavolo, prendete i capperi e le sarde, tritatele a coltello o con la mezzaluna. Prendete una padella abbastanza capiente, metteteci un filo d’olio EVO, i due spicchi d’aglio (personalmente li trito) fateli rosolare, mettete il trito di capperi e acciughe. Fate rosolare per qualche minuto, poi aggiungete il cavolo tagliato a tocchetti, insieme ad un bicchiere d’acqua; coprite e, quando prende il bollore, abbassate la fiamma e fate cuocere lentamente. Ogni tanto controllate, aggiungete acqua, se necessario, stando attenti a non farlo bruciare.Con una forchetta aiutatevi a spappolarlo, ottenendo così una crema saporita e gustosa. La possiamo utilizzare sia come contorno che per condire le paste. L’ho provata in entrambi gli utilizzi, ma come condimento ai fusilli l’ho apprezzata di più.

Veramente ottima, il sapore dolce esaltato dai capperi e le sarde, stuzzicante, cremoso ed invitante, queste sono le caratteristiche di questa pietanza

Come sempre…

Buon appetito e fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.