L’assunto fantascientifico di apertura è che l’universo, nel 2001, abbia una crisi di autostima e si contragga all’improvviso fino a tornare indietro nel tempo di 10 anni. Da qui parte l’impietosa analisi dell’autore nei confronti della società e del suo simbolo maggiore: l’uomo. Quest’ultimo infatti potendo usare il libero arbitrio e contando sull’esperienza passata, potrebbe mettere mano agli errori compiuti, colmare i rimorsi, placare i rimpianti conducendo quindi un’altra vita. Ma in realtà l’uomo, nella sua colpevole indolenza, si trascina nuovamente sulla stessa strada ripercorrendo ogni passo come negli ultimi dieci anni.
Analisi spietata dell’incapacità dell’uomo di liberarsi da legami ottusi, vecchie tradizioni, pregiudizi, quasi incapace di libero arbitrio, sempre in balia della corrente.
L’artificio letterario è invece il rifacimento di un altro romanzo, Cronosisma uno, il cui autore Kilgoure Trout, è l’alter ego di Vonnegut. Da questo romanzo vengono estrapolate pagine, citazioni, pensieri che permettono la costruzione di una sorta di diario dove Vonnegut da sfogo alla più libera immaginazione.
In bilico fra scienza e fantascienza, fra sociologia e filosofia, è un testo tragicomico che mette alla berlina questo nostro modello di società.
Originale al massimo, non sai mai cosa accadrà e che si dirà nella pagina che segue. Lettura sorprendente.
Edizione commentata

Kurt Vonnegut, Cronosisma, Minimum fax, Roma, 2016

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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