Daniele raccontaci un po’ il tuo percorso artistico
Ho sempre amato recitare ma tutto è diventato più chiaro quando ho capito che l’artista è la persona che scopre nuovi orizzonti, guarda al di là dei confini conosciuti per portare qualcosa di nuovo.
Ho studiato in Italia con Orazio Costa a Firenze e presso l’Accademia Nazionale di Roma e all’estero con Olympia Dukakis e Ivana Chubbuck.
Ho fondato la compagnia teatrale “Il Teatro Sottratto” e mi sono poi trasferito a Los Angeles e li sono stato scelto come co-protagonista nel film “Mob Rules”, in seguito ho interpretato Angelo Colasanto nella serie tv “Torchwood”.

Come sei finito a Los Angeles e da quanto tempo ci sei?
Sto a LA da 5 anni ormai. Sono partito dopo averci rimuginato su per 6 mesi. Avevo lavorato in Italia per un po’ (in “Un Posto al Sole”), ma sembrava impossibile entrare in un giro più grosso. Come se il cinema in Italia fosse un circolo ristretto di amici di amici in cui e’ impossibile entrare. E’ effettivamente cosi. Non a caso il cinema italiano e’ in uno stato di povertà assoluta sia artistica che esecutiva.

Ultimi tuoi lavori in Italia?
Torno a lavorare in Italia solo quando trovo dei prodotti indipendenti interessanti che mi soddisfino artisticamente. L’anno scorso ho recitato nel bellissimo spettacolo Teatrale “Congiura” diretto da Alessandro Riccio e prodotto dalla TEDAVI 98 di Firenze. Un lavoro sulla congiura dei Pazzi a Firenze del 1478.
Dopo anni di lavoro, nella primavera del 2013, sono stato uno dei protagonisti del nuovo film di Keith Palmer “Swlter” (di cui sono anche co-produttore) accanto a Jean-Claude Van Damme, Alfred Molina e il premio Oscar Catalina Sandino Moreno.

Quali sono le maggiori differenze e similitudini fra lavorare in Italia e negli Usa?
In Italia nel cinema e nella tv vige un clientelismo agghiacciante. In USA non sono tutte rose e fiori, sicuramente, ma c’e’ uno spirito molto meno assistenziale e più spietato. Se non raggiungi alcuni risultati, sei fuori. Però, almeno, ti viene data la possibilità di metterti in gioco.

Progetti futuri?
Ho inoltre in pre-produzione una miniserie TV su Firenze e il Rinascimento. Inoltre, sto sviluppando un film da girare in Italia, a Firenze e nelle campagne circostanti. Probabilmente un film in costume, avventuroso, appassionante e girato rivolgendosi ad un mercato internazionale.

Cosa ti manca dell’Italia? E cosa ti porti sempre con te?
Dell’Italia mi manca sempre l’arte. Mi sto anche battendo perchè i musei cittadini italiani siano tutti gratuiti per i residenti. Sarebbe una rivoluzione. Sapere quello che si ha nella propria città, ci permetterebbe di proteggerlo.
Firenze dovrebbe essere il caposaldo di un vivere diversamente: meno frenetico, migliore.
Io mi porto sempre dietro il fatto che sono nato nelle stesse terre di Michelangelo e Leonardo da Vinci e dove si fa il vino buono e lo star a tavola e’ ancora considerato un valore.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.

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