4K è la sigla che indica la massima risoluzione attualmente disponibile in ambito video. Già la sigla in sé è abbastanza oscura per buona parte degli utenti finali, ma a complicare le cose c’è il doppio significato che questa sigla assume. Le risoluzioni corrispondenti alla sigla 4k sono infatti due: quella cinematografica (4.096×2.160) e quella televisiva (3.840×2.160). Forse si potrebbe chiarire (o complicare) la questione spostandosi all’ambito fotografico, dove la risoluzione di 4K corrisponde a grandi linee a 8 megapixel. Per cercare di limitare la confusione, in ambito televisivo si cerca di utilizzare la sigla Ultra HD e di lasciare la sigla 4K all’ambito cinematografico.

La diffusione dei pannelli televisivi UHD in ambito domestico, però, è limitata dalla scarsa disponibilità di sorgenti che permettano di sfruttarne le potenzialità. Poche trasmissioni televisive sono in standard Ultra HD, molte sono in standard Full HD (1.920×1.080), ma ancora di più sono in standard HD (1.280×720). Questo limitandosi all’ambito delle trasmissioni televisive (sul digitale terrestre, sul satellite o via streaming). Se ci si spinge alle sorgenti su supporti fisici, ci si avventura in un mercato, in fisiologica contrazione peraltro, dove il vecchio DVD (che supporta lo standard HD) è ancora la sorgente più diffusa. Alcuni utenti hanno sostituito il lettore DVD con un più moderno lettore Blu-ray (che supporta lo standard full HD), ma pochissimi si sono spinti all’acquisto di un lettore Blu-ray 4k (che supporta, per l’appunto, lo standard Ultra HD), complice l’elevato costo del supporto e la scarsa disponibilità di titoli.

In un quadro tecnologico in cui lo standard 4K è, quindi, ancora lontano dall’essere realmente diffuso, in Giappone lo scorso 1 dicembre è stata ufficialmente inaugurata la prima trasmissione televisiva via satellite in 8K (7.680×4.320); 32 megapixel, mantenendo il parallelismo con l’ambito fotografico. Attualmente la trasmissione con risoluzione a 8K è in fase sperimentale, ma l’obiettivo dichiarato è quello di essere pronti alla trasmissione integrale in 8K delle olimpiadi di Tokyo del 2020. Per la cronaca, la prima trasmissione in 8K è stata una versione ad altissima risoluzione, specificamente messa a punto dalla Warner Brothers, del classico “2001: Odissea nello spazio”.

Chi ha voluto concedersi lo sfizio tecnologico, per la visione ha dovuto dotarsi sia di un’antenna che di un ricevitore specifici, oltre che ovviamente di un pannello TV in grado si supportare la risoluzione nativa di 8K. Non essendo state ancora implementate le necessarie specifiche HDMI 2.1, tra l’altro, il collegamento tra decoder e televisore comporta, per il momento, l’utilizzo di ben 4 cavi.

Il valore aggiunto della nuova tecnologica 8K non sarà esclusivamente in ambito video, perché per quanto concerne il comparto audio l’esperienza di ascolto arriverà a livelli mai neppure ipotizzati prima. L’audio multicanale a cui siamo abituati (declinato in varie versioni da 5.1 a 9.2) raggiungerà l’avvolgimento totale dello spettatore con 22.2 specifici canali audio.

Se oggi il soggiorno di casa degli audiofili è già un fiorire di altoparlanti in ogni angolo, c’è da chiedersi che aspetto potrà avere una sala d’ascolto con 24 casse audio.

E mentre ci si pone questa domanda, si tenga comunque presente che in Giappone stanno già progettando il passaggio successivo a 16K.

(Visited 94 time, 2 visit today)
Share

Dicci la tua

Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

ARTICOLO PRECEDENTE

Bitcoin in caduta libera

PROSSIMO ARTICOLO

Bombtorsion