Dopo l’annuncio di Instagram di qualche mese fa, gli utenti hanno potuto verificare che da qualche settimana è realmente cominciata la sperimentazione che consiste nel non mostrare il numero di like di una foto. Solamente chi la pubblica può sapere quanto gradimento ha ottenuto, ma i visitatori non hanno più l’indicazione quanti “cuoricini” ha raccolto.

È presto per valutare le conseguenze di questa (drastica) scelta, che comunque è ancora in fase di sperimentazione, non essendo ancora disponibili dati su come sia cambiato l’utilizzo di Instagram da parte degli utenti dopo l’eliminazione della visibilità dell’indice di gradimento delle foto. Analogamente non è ancora possibile sapere se tale modifica abbia avuto impatto sui guadagni dei soggetti che professionalmente rastrellano cuoricini nel proprio parco di follower, né se/come sia cambiato il mercato pubblicitario.

All’epoca dell’annuncio c’è chi ha sostenuto che, in caso di effetti positivi della sperimentazione di Instagram, la strategia di oscuramento dei like sarebbe stata estesa anche ad altre piattaforme. Per questa ragione non ha particolarmente stupito la notizia che sta circolando in questi giorni: anche Facebook sta valutando l’eliminazione del contatore dei like dai post.

Che i like su Facebook si fossero di fatto trasformati surrettiziamente in una certificazione qualitativa, snaturando l’originaria connotazione quantitativa, è un fatto acclarato. L’eliminazione, però, potrebbe avere effetti indesiderati a livello sia di community che di mercato pubblicitario. Per questa ragione i test avviati da Facebook saranno fondamentali nel decidere se intraprendere o meno questa strada.

Quello che è meno chiaro è lo scopo che Facebook intende raggiungere con questo cambiamento.

Da un lato sicuramente c’è la volontà di arginare l’utilizzo “improprio” dei like, limitando il ricorso ad artifici più o meno leciti per aumentare l’apparente gradimento di un post. D’altro canto un simile cambiamento potrebbe rappresentare anche la base di un significativo maquillage della piattaforma, che a giudizio di molti esperti ha perso quella freschezza e spontaneità iniziali che ne decretarono il successo planetario.

Sicuramente, inoltre, la mancanza di un indice quantitativo di gradimento dei post permetterebbe di ridurre “l’ansia da prestazione” che sembra che affligga molti utenti della piattaforma social, che si sentono sotto pressione ad ogni pubblicazione di un post in maniera analoga a quanto succede ad uno studente che viene interrogato.

Il numero di like non sarà più un voto o un giudizio.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.