Photo credit: Charlotta Raklitz

A un anno dallo scioglimento delle Crucified Barbara, band hard rock/heavy metal formatasi a Stoccolma nel 1998, la cantante Mia ha risposto ad alcune nostre domande sulla sua esperienza come musicista e sui suoi piani futuri.

Mia Coldheart (pseudonimo che utilizzava nella vecchia band) colpisce per il carisma, la presenza scenica e la voce profonda, graffiante e potente – tutte qualità che si sono accentuate negli ultimi live e video musicali.

Purtroppo, proprio dopo aver fatto un notevole salto di qualità sia musicalmente che a livello di testi e contenuti con i due album “The Midnight Chase” e “In The Red”, le Crucified Barbara si sciolgono.

Con “The Midnight Chase” infatti si erano addentrate in un piano più intimo e personale, parlando del disagio di essere una ragazza che si rifiuta di uniformarsi a una realtà che non le appartiene che trova finalmente rifugio in un’amicizia sincera (“If I Hide”), l’insofferenza e il fastidio verso le consuetudini sociali dell’umanità corrotta ed usa e getta (“Rise and Shine” e “Rules and Bones”). Ci sono anche due pezzi più scanzonati e leggeri, come “Everything We Need”, un omaggio ai fans che tengono in vita la band e la loro voglia di comporre e girare il mondo per suonare, e “Into the Fire”, che ricorda al belloccio di turno che se sta con noi perché si aspetta che saremmo zitte, buone e accondiscendenti allora può darsela a gambe alla svelta.

Con “In The Red” passiamo a un livello superiore: sonorità ancora più aggressive e veloci, testi pieni di rabbia e indignazione su argomenti di un certo spessore molto spesso trascurati dalle normali rock band – come la violenza sulle donne e sugli animali – urlati come solo Mia sa fare.

Dopo aver introdotto i lavori più rilevanti delle Crucified Barbara, passiamo all’intervista:

 

Photo credit: Charlotta Raklitz

Quando e perché hai iniziato a cantare e suonare la chitarra elettrica?

Ho iniziato a suonare la chitarra elettrica quando avevo circa quattordici anni. Ho formato una band a scuola con i miei amici e facevamo cover dei Nirvana e delle Hole. Penso che suonare la chitarra sia stato un mix di protesta contro il fatto che mia madre voleva che suonassi la fisarmonica e il fatto che io e due miei amici di scuola trovammo uno stile musicale con il quale potevamo veramente identificarci ed esprimerci. È stato sconvolgente!

Come descriveresti la tua esperienza nell’industria musicale? Vi siete sentite libere (riferito alle Crucified Barbara) di esprimervi, sia all’inizio che adesso? Hai trovato difficile vivere in tour? Cosa consiglieresti a una persona che vuole entrare a far parte di questo tipo di ambiente?

Ho avuto sia belle che brutte esperienze nell’ambito musicale, come nella vita in generale! In questo momento sono molto stanca di questa industria, provo a starne fuori e a respirare un po’.

In quanto band è stato importante per noi seguire il nostro cuore e non ascoltare troppo quello che il “business” voleva da noi. Penso che questo ci abbia impedito di essere più famose, ma ha fatto in modo che continuassimo ad essere orgogliose e sicure del fatto che facevamo la musica che amavamo e non abbiamo lasciato che nessuno controllasse la nostra band o il nostro sound.

Essere in tour è stata una meravigliosa avventura, ma anche molto stancante. Ho tanti bei ricordi dei dieci anni passati in tour, dal suonare in posti bellissimi, vedere cose interessanti, divertirmi un mondo con le mie amiche della band, ma anche tanta ansia, sentirsi senza radici, perdere il contatto con la mia famiglia a casa visto che non potevano mai contare su di me.

A qualcuno che vuole entrare a far parte del mondo della musica direi di provarci! Può essere una bella avventura se sei pronto a lavorare sodo! Però assicurati di seguire sempre il tuo istinto – e non firmare nessun contratto senza una persona affidabile che lo controlli per te. Sembra noioso, ma problemi con queste due cose hanno rovinato molte band.

Ho apprezzato molto “In The Red”. Secondo la mia opinione è il miglior album delle Crucified Barbara, sembra più maturo dei lavori precedenti. Ci sono canzoni su temi importanti, quali i pregiudizi sulle donne musiciste (“I Sell My Kids for Rock ‘N Roll), la violenza sulle donne (“To Kill a Man”) e lo sfruttamento animale (“Follow the Stream”). Come sei arrivata ad interessarti a queste tematiche?

Sono felice di saperlo, penso sia l’album migliore che abbiamo fatto e sono molto orgogliosa delle canzoni. Non siamo mai state interessate nell’essere la tipica rock band, abbiamo ritenuto fosse importante cogliere l’occasione per dire qualcosa di significativo, visto che saremmo state ascoltate da altre persone.

Tutte quelle tematiche sono importanti e se suonare quelle canzoni possa fare in modo che anche una singola persona inizi a pensare più umanamente o possa aiutare qualcuno in difficoltà a sentire un po’ di supporto, ne sono felice.  

In cosa sei impegnata in questo momento?

Sto lavorando ad un album acustico, ma me la prendo comoda visto che sono stata così stressata da non avere più voglia di continuare a suonare.

Ho fatto dei grandi cambiamenti nella mia vita e sto lentamente tornando ad essere la persona che ero prima, spero tuttavia più forte e con più esperienza. Quando le canzoni saranno a posto e mi sentirò pronta registrerò e pubblicherò l’album. Forse la prossima primavera.

Adesso suono per divertimento, sto facendo qualche concerto e sto sperimentando qualche esibizione da cantautrice per abituarmi alle sonorità acustiche dal vivo e per conoscere meglio le potenzialità live della chitarra. Suonare da sola è anche una nuova sfida per molti versi.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare a trovare l’armonia nella vita. Non lascerò mai che qualcosa si intrometta di nuovo tra me e la mia famiglia o la mia stessa salute.

Quando sarò pronta pubblicherò l’album e tornerò in Italia per suonare. L’Italia è sempre stata la nazione in cui preferisco esibirmi. Per qualche ragione mi sento a casa fin da subito, e mi manca molto. La musica mi ci ha portato la prima volta, perciò spero di tornarci presto grazie ad essa e che vi piaccia la musica che porterò stavolta.

Grazie per l’interesse per la mia musica!

Ciao!

 

p. s. Sono molto felice di sentire una Mia più serena ed in armonia con se stessa (il fatto che non usi più lo pseudonimo Coldheart parla chiaro!) e sono curiosa della sua svolta “soft” e acustica, non vedo l’ora di avere l’occasione di vederla quando tornerà in Italia!

Pagina Facebook ufficiale: Mia Karlsson

Sito ufficiale: Mia Karlsson Official

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Elena Sofia Frati

Studentessa di Lingue dell’Università di Firenze, classe 1992, appassionata di musica, cinema, letteratura. “Canto” e “suono” per la gioia dei miei vicini. Interessata alle questioni di genere, amo scrivere ed avere una stanza tutta per me per poterlo fare.

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