Ben 50 anni sono passati Sessantotto, fenomeno entrato a pieno titolo nella cultura e storia occidentale.  Un periodo di grande fermento, innovazione e apertura a nuove mentalità ma anche da  molti denigrato indicato come punto di svolta, l’inzio della fine della società italiana. Fatto sta che come movimento interessò praticamente tutti i paesi del mondo e aggregò gruppi socialmente eterogenei, come operai o studenti, sotto la bandiera della utopia di un mondo migliore.

Un fenomeno talmente grande che interessò in maniera estremamente importante anche la carta stampata. A tale scopo in occasione, appunto del cinquantesimo anniversario, la Bibilioteca Nazionale di Firenze ospita la mostra E tutto sembrava possibile. Il 68 in Italia fra realtà e utopie, una raccolta di riviste, giornali e opuscoli editi in quella fase di estrema rivoluzione.

Il giornale Linus, reso famoso dalla presenza di Valentina di Crepax, oppure la rivista femminile Duepiù (la prima che trattò di sessualità femminile in Italia NDA) sono solo alcuni esempi di quanto può essere trovato nella mostra creata raccogliendo materiale dai magazzini della Biblioteca Nazionale. Una esposizione di 300 pezzi impreziosita da alcuni scatti fotografici del periodo.

Aperta fino al 9 febbraio 2019 con orario lunedì – venerdì 10.00-13.00; 15.00-18.00; sabato 10.00-13.00, la mostra è completamente gratuita

(Visited 34 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

ARTICOLO PRECEDENTE

La Biennale Enogastronomica

PROSSIMO ARTICOLO

Strings City 2018