IMG_9844Uno dei poemi più noti della letteratura classica, l’Eneide, comincia col racconto della fuga da una città distrutta dalla guerra. Un viaggio della speranza dal quale avrebbe avuto inizio una nuova civiltà che avrebbe fatto grande il nostro paese.

Oggi guardo questa foto e rivedo Enea e Anchise. E ogni giorno che passa ho la sensazione che oltre ad essere il più grande fatto della storia europea degli ultimi sessant’anni, queste persone rappresentino una risorsa per il nostro paese. Spesso infatti è in simili circostanze che nasce e si forgia la consapevolezza della propria condizione, il desiderio di riscatto sociale e di giustizia, unito ad un forte sentimento di solidarietà: ingredienti che sono alla base di ogni battaglia in favore di un miglioramento della società. È tra queste persone che può ancora nascere il sogno di un mondo migliore e la voglia di battersi per questo.

Ed è questo il terreno su cui dovrà lavorare la sinistra. Che si trova ad un bivio: continuare con l’approccio degli ultimi anni (un mix tra politiche tradizionali improntate ad un vago multiculturalismo e la rincorsa alla destra sui temi securitari) o affrontare con coraggio il tema della costruzione di una società cosmopolitica. Se vorrà scegliere la seconda strada – molto più impegnativa ma più appassionante – sarà necessario uno “scarto creativo” che la porti ad immaginare (e favorire) modalità di operare diverse rispetto al passato, perché le forme della rappresentanza e della partecipazione politica cambiano al mutare della società e dei modi di produzione.

Se avrà questo coraggio, allora la sinistra potrà sperare di ricomporre la frattura tra cittadinanza e politica, e quest’ultima tornerà ad essere popolare, bella e appassionante.

 

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Cristian Pardossi

Classe ’81, negli ultimi quindici anni mi sono occupato principalmente di politica locale, avendo ricoperto ruoli politici e amministrativi a livello provinciale e nel Comune in cui risiedo. Conclusa quella parentesi nel 2014 mi sono cercato un lavoro e ho avuto la fortuna di trovare quello che mi piaceva di più. Oggi mi occupo di partecipazione, ricerca sociale e politiche pubbliche all’interno di Sociolab, una cooperativa che da dieci anni si è affermata in questo settore. Studi classici e una Facoltà di Scienze Politiche interrotta all’ultimo km ma con propositi di concludere più prima che poi, mi piace leggere saggistica e coltivo da sempre il sogno di scrivere. Governo del territorio, ambiente, partecipazione e beni comuni sono i temi “del cuore”. Pubblicista dal 2004, grazie ad una collaborazione di quattro anni con la mitica RadioQuattro.