L’annuncio è passato un po’ in sordina da questa parte dell’Atlantico, ma è una notizia rilevante per le sue implicazioni: Facebook News diventa una realtà, anche se per il momento solo come test in alcune grandi città degli Stati Uniti.

Spiegando la novità come un impegno a sostegno del giornalismo di qualità e per il rafforzamento della democrazia (sic!), Facebook descrive il servizio come un mix di contenuti provenienti da testate selezionate dagli utenti e da fonti ritenute rilevanti da Facebook stessa; si noti che la rilevanza sarà il frutto della valutazione in parte di appositi algoritmi e in parte di operatori specificamente preposti (giornalisti, si suppone). Gli articoli mostrati saranno il risultato di un filtro applicato in relazione alle preferenze del singolo utente, con la facoltà anche di nascondere eventuali articoli, tematiche e fonti non graditi.

Interessante il fatto che coloro che hanno sottoscritto un abbonamento ad una specifica testata (cosa assai comune negli Stati Uniti) avranno la possibilità di accedere senza alcun limite ai relativi contenuti direttamente dalla App o dal sito di Facebook.

Almeno in un primo momento, Facebook News concentrerà l’attenzione su notizie di carattere generale, di attualità e locali. Gli editori interessati a vedere i propri articoli veicolati da Facebook News dovranno dimostrare di soddisfare specifici requisiti in termini di integrità e fact checking, nonché di operare in modo totalmente conforme agli standard definiti nelle policy rivolte alla community. Al momento sembra che tra gli editori americani che forniranno le news ci saranno nomi assai autorevoli come Wall Street Journal, Time, Washington Post, BuzzFeed News, Bloomberg, Fox Business, Business Insider e NPR.

Il pericolo che si annida dietro ad un simile meccanismo è quello di creare una sorta di Grande Fratello, che veicolerà solamente alcune informazioni, indirizzando di fatto l’opinione degli utenti. Senza contare che i filtri a cui l’informazione verrà preventivamente sottoposta rischiano di ridurre le capacità di valutazione e il senso critico degli utenti.

Il rischio c’è, ma come sempre sarà necessario attendere che il servizio sia avviato ed entri a regime per poterne verificare l’effettivo potenziale, positivo o negativo che sia.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.