In Italia, si sa, bere un buon bicchiere in compagnia è una componente imprescindibile della convivialità e della socialità. Non è quindi un caso che 2045Tech, la società che ha creato Floome, sia nata in Veneto, terra che in fatto di buon vino e convivialità non ha nulla da imparare.

Floome è, semplificando, un etilometro, che utilizza gli stessi sensori degli etilometri in dotazione alle forze dell’ordine per la verifica del tasso alcolemico, interfacciato ad una app. La concentrazione misurata di alcol nel sangue (BAC) viene visualizzata sul display dello smartphone su cui è installata la app.

Floome, se rileva un tasso eccessivo, suggerisce il tempo di recupero prima di ripetere il test, basandosi sui parametri personalizzati del singolo utente: peso, sesso, altezza ed età; il sistema è autoadattivo, nel senso che, in funzione dell’andamento dei valori e del tempo trascorso tra le rilevazioni, impara a “conoscere” il metabolismo del singolo soggetto.

Se il tasso rilevato è eccessivo per mettersi alla guida, l’app consente di chiamare un taxi (anche con sconti riservati, grazie al recente accordo con Mytaxi), o di chiamare un nominativo da una lista personalizzata di amici, o ancora di individuare i locali più vicini (magari per mangiare un boccone e abbassare il tasso alcolico, non per andare a bere qualcosa ed aumentarlo).

Che Floome non sia una app qualsiasi lo si desume anche dal fatto che ì fondi di investimento AXA Strategic Ventures e Invitalia Ventures hanno deciso di  puntare proprio sulla app di 2045Tech per il loro primo investimento early stage in una start-up italiana, con un primo round di 750 mila euro.

Per rilanciare l’economia italiana e convincere gli stranieri ad investire nel bel paese, si conferma che sono necessarie prima di tutto buone idee.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.