Il 10 febbraio è stata emessa la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Veronica Locatelli, avvenuta a luglio del 2008 mentre, come molti altri ragazzi a Firenze, stava trascorrendo in compagnia degli amici una piacevole serata al Forte di Belvedere.

La decisione del giudice, che ha assolto la maggioranza degli imputati, condannando il solo ex-sindaco Domenici “per aver consentito lo svolgimento di intrattenimenti pubblici serali e notturni”, attribuisce il grosso della responsabilità (80%) alla stessa vittima, colpevole a suo avviso di non aver prestato sufficiente attenzione.
Volendo tacere, per delicatezza, sui sentimenti suscitati in chi era legato a Veronica, in chi la conosceva bene, la sentenza non può non sollevare molti interrogativi. Chiunque a Firenze se ne sia interessato sa che nello stesso punto, solo due anni prima, era precipitato perdendo la vita anche Luca Raso, un giovane di Roma, e che l’area della cannoniera su cui i due ragazzi si erano trovati a passeggiare (sempre perfettamente accessibile al pubblico) nascondeva un pericolo tanto grande quanto subdolo. Talmente difficile da percepire che aveva tratto in inganno, in passato, persino i sensi e l’istinto di alcuni cani.
Anche per la morte di Luca si è celebrato un processo: la sentenza emessa lo scorso anno parla di opere di messa in sicurezza conosciute come prioritarie e mai realizzate, per “colpevole inerzia” da parte degli imputati.
In attesa che siano depositate le motivazioni di questa nuova sentenza, è difficile comprendere oggi il senso di un discorso che sembra invece dire, di fatto a chiunque viva e ami Firenze: “esci, divertiti… ma valuta da solo quanto ti può costare, in ogni senso, perché nessun altro è tenuto a interessarsene”.

Di seguito alcuni link, utili per chi desiderasse approfondire:

Corriere Fiorentino 11.2.2014
Beniamino Deidda ex P.G.Toscana – Commento
www.veronicalocatelli.it (con una raccolta completa delle informazioni processuali, rassegna stampa e video)

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Federica Pagliai

Senese di nascita, fiorentina di adozione, girovaga per necessità e per piacere, lettrice in ogni caso. Collabora da alcuni anni con la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Firenze, occupandosi di sicurezza sul lavoro e di formazione. Studia filosofia presso lo stesso Ateneo. Amante irrequieta e curiosa di quasi ogni forma d’arte, praticante (in sogno) di alcune, ha contribuito a fondare nel 2011 l’ associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it