Gestire Firenze come Disneyland. Sembra una boutade, uno scherzo estivo generato da un colpo di sole. Invece no. Qualcuno l’ha proposto davvero al forum sul turismo organizzato da un quotidiano cittadino e da Confcommercio. Il parco divertimenti come esempio di rigore amministrativo e di gestione oculata. La cosa è seria. E non si tratta di fare facili battute del tipo “Topolino sindaco” e “Paperon de’ Paperoni assessore al bilancio”. Secondo chi ha avanzato questa proposta, i parchi Disney (americani e non) sono gestiti benissimo. Non ne dubitiamo. Anche se pensiamo che le realtà in questione siano talmente distanti che non sarà facile trovare dei punti in comune. Del resto, qualche anno fa un noto imprenditore italiano tentò di gestire l’Italia come un’azienda, dicendo che più o meno erano la stessa cosa. Lui sembrava convinto, ma l’esperimento non andò benissimo. Nonostante i reiterati tentativi (tra l’altro sembra che il noto imprenditore, nonostante l’età non più verdissima, abbia in animo di riprovarci…).
Tornando a Disneyland, per gli amministratori fiorentini che volessero approfondire − tanto per farsi un’idea più precisa − c’è già un esempio di “gestione parco giochi”. Stiamo parlando della Fiorentina, l’amatissima squadra di calcio della nostra città. Squadra che attualmente sembra sempre più una giostra. Nel senso che sono “scese” un sacco di persone. Normale, accade in ogni giostra quando finisce un giro, ma in genere alcuni scendono e altri salgono. Invece finora sono saliti in pochi e quindi la giostra (viola) gira vuota. Molto vuota. A differenza però di quanto accade di solito, più la giostra è vuota più i proprietari guadagnano. Anzi, se non salisse più nessuno sarebbe quasi meglio. Un controsenso certo, ma anche un ottimo esempio di gestione oculata. Non sarà Disneyland, però ci si avvicina molto.
Per informazioni più precise il sindaco di Firenze può rivolgersi agli attuali gestori della Fiorentina. Ma dovrà fare in fretta. Perché pare ci sia l’intenzione di vendere la giostra. E se arriva qualcun altro, vagli a spiegare che si vorrebbe fare come a Disneyland.
Minimo ti manda a quel paese. O chiama la neuro.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

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