Foto by Sophia Milaz

Sono in quattro, hanno debuttato giovanissimi cinque anni fa sul palco del leggendario Cavern Club di Liverpool, il loro CV vanta due album di successo, un EP acustico – lisergico e un nuovo disco in uscita il prossimo Settembre. Il disco che stanno preparando è più dilatato, schizzato di psichedelia, riflessivo rispetto ai primi due LP della band.

Il nuovo lavoro dei Fantastici Quattro sarà anticipato da un singolo stampato in vinile in uscita a Maggio. Il titolo del 45′ e dell’album restano top secret.

No, non mi sono bruciato il cervello con un accendino ritrovato sotto il tappetino della macchina. I Fab Four a cui mi sto riferendo, sono fiorentini doc, prestigiosi militanti dell’ambiente rock di casa nostra già da qualche anno, in altre parole: i Vickers (in realtà The Vickers, ma mi prenderò molto democraticamente la licenza di omettere l’articolo iniziale).

Ho incontrato due/quarti dei Vickers – Andrea Mastropietro (chitarra e voce) e Federico Sereni (basso, cori), mentre mancavano all’appello: Francesco Marchi (chitarra, voce) e Marco Biagiotti (batteria) – nella veranda di un bar di provincia sotto una pioggia battente in stile Merseyside dove da buoni anglofili abbiamo bevuto un tè alle cinque (o magari erano le quattro e mezzo…) condito da una chiacchierata rock’n’roll tra irriducibili appassionati. Questo è ciò che ne è uscito fuori.

 

Dopo “Keep Clear”, “The Sofa Sessions” e “Fine For Now”, state lavorando sodo al terzo album…

Federico: Per il nuovo album abbiamo fatto tabula rasa e abbiamo deciso di riprovarci in modo diverso, con una struttura più organizzata.  I primi album sono stati dei compromessi, il prossimo invece sarà il risultato di ogni esperienza fatta finora. Ci sarà spazio per tutto: i pezzi del disco, seppur molto diversi tra di sé, sono legati da un filo conduttore. Il sound di “Fine For Now”, però non c’è più: abbiamo sempre un occhio di riguardo per le armonie, ma il resto l’abbiamo rivoltato come un calzino. Il disco è molto corale sia dal punto di vista dei testi che strumentale, tutti e quattro abbiamo contribuito alla composizione. Secondo me, abbiamo superato i limiti del nostro ultimo lavoro.

Andrea: Per questo nuovo disco abbiamo deciso di prenderci tutto il tempo necessario. Il piglio generale è più da produttori, con uno studio maggiore sui pezzi. Dobbiamo ringraziare Francesco Taddei dello studio Savonarola 69, una persona in gamba che ci ha prestato molti strumenti per la registrazione. Il disco ancora non è finito ma siamo già in grado di dire che ci rappresenta a 360 gradi. A Maggio esce il  nuovo singolo, per la prima volta in vinile. A seguire anche il video relativo mentre l’album vedrà la luce a Settembre, il tour invece partirà a Ottobre. Il sound è più dilatato e spaziale rispetto al solito e  risente della musica che stiamo ascoltando nell’ultimo periodo.

Suonare in città: tanti si lamentano del giro chiuso della cosiddetta scena fiorentina…

Andrea: Il giro non esiste. Neanche a livello italiano. È vero, specialmente a livello nazionale ci sono quei pochi artisti che se la cantano e se la suonano da anni. Basta dare un’occhiata alla line up del cosiddetto festival della musica indipendente italiana, il Mi Ami. Ma fuori da quello c’è una realtà di gruppi che se ne sbattono e vanno a suonare all’estero senza problemi. Il giro esiste se ci vuoi entrare, sennò una strada la trovi. È tutto relativo.

Fede:All’estero c’è una mentalità diversa per i live: paghi l’entrata per vedere qualunque band e i locali sono sempre pieni. A Firenze, ma non solo, il pubblico è un po’ snob circa la musica dal vivo, preferisce la serata aperitivo a quella rock e se deve pagare, lo fa per ascoltare qualcuno che già conosce.

Il concerto a cui siete più affezionati e quello che ambite suonare?

Andrea: Ho bei ricordi del palco di Italia Wave nel 2010 ma ovviamente non posso scordarmi l’esibizione al mitico Cavern Club di Liverpool nel 2008: era la prima volta in UK e suonavamo all’interno di un festival internazionale per band emergenti. Quattro giovinastri sulle orme della storia! Una grande emozione. Anche l’ultimo live di questo inverno al Tender dove abbiamo chiuso l’esperienza “Fine For Now” è stato un bel modo di congedarsi per un po’. La nostra ambizione? Ci piacerebbe suonare ad un festival di fronte ad una folla oceanica!

Fede: Oltre ai concerti citati da Andrea, vorrei aggiungere quello al VIper per presentare “Fine For Now” nel 2011 e quello a Napoli, al Lanificio 25.  Il sogno? Mi piacerebbe aprire il concerto di una grande band ad un festival.

È il momento del fantamercato del Rock: scegliete la vostra superband!

Andrea: Mitch Mitchell della Jimi Hendrix Experience, alla batteria. Basso e voce: Sir Paul McCartney mentre prima chitarra e voce Syd Barrett dei Pink Floyd.

Fede: Buddy Holly all’altra chitarra, Billy Preston alle tastiere e ciliegina sulla torta: Morrissey degli Smiths come frontman! Una bomba! La location ideale per un loro concerto? Hammersmith Apollo, un famoso teatro di Londra.

Una delle regole auree del mitologico critico rock’n’roll Lester Bangs recitava: Non diventare mai amico delle band che dovrai intervistare. Ecco, per quanto mi riguarda, troppo tardi.

Link:

The Vickers – FB ufficiale

www.vickers.eu

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!