L’edizione 2017 del CES è stata la numero cinquanta. È dal 1967, infatti, che il Consumer Electronic Show di Las Vegas, nata come fiera dell’elettronica di consumo, è cresciuta costantemente negli anni fino a diventare la più importante manifestazione al mondo dedicata all’hi-tech.

3.800 aziende (di cui quasi il 20% di start up) hanno presentato al pubblico le proprie novità, mostrando ai visitatori uno spaccato di ciò che è lo stato dell’arte attuale della tecnologia, ma anche di ciò che riserverà il futuro.

Oltre alla consueta elettronica di consumo in senso lato (TV, computer, smartphone e affini) hanno trovato ampio spazio la domotica, l’intelligenza artificiale, la guida veicolare autonoma e più in generale quella che si potrebbe definire la “tecnologia del futuro”.

Nei prossimi mesi, in questa sezione di Tutta Firenze, avremo modo di approfondire alcune delle novità di questa cinquantesima edizione del CES, nella quale sono emerse con chiarezza alcune tendenze.

Prima fra tutte la massiccia presentazione, finalmente da parte di diversi produttori, di televisori dotati di pannelli con tecnologia OLED, assai più performante (e costosa) della tradizionale tecnologia LED. Ciò fa sperare che il 2017 possa essere l’anno della diffusione di massa dei televisori basati su questa tecnologia, non più nuovissima dato che il debutto risale addirittura al CES 2008, frenata fino ad oggi nella sua diffusione dal costo non alla portata di tutti.

Molti addetti ai lavori da tempo sostengono che gli schermi TV curvi non abbiano incontrato i favori del pubblico a livello di vendita, per lo meno non quanto forse si attendevano i produttori. In tal senso si è avuta un’ulteriore conferma, in quanto gli schermi curvi dei nuovi modelli di grandi dimensioni, presentati dai maggiori marchi, non hanno soppiantato gli schemi piatti, ma si sono affiancati a questi nei rispettivi cataloghi. Nel 2017 si potrebbe assistere  al declino di questa soluzione, effettivamente dettata più da scelte di estetica e di marketing che da reali motivazioni tecniche.

Con l’evoluzione dei pannelli dei televisori e con l’ormai inarrestabile diffusione della tecnologia UHD a 4k (risoluzione quadrupla rispetto alla full HD) hanno cominciano finalmente ad essere presentati diversi modelli di lettori Blu Ray a 4k (fino ad oggi in Italia erano disponibili nella GDO solo un paio di apparecchi), anche se il costo elevato sia dell’hardware che del software difficilmente permetterà a queste apparecchiature di sbaragliare la concorrenza rappresentata dal più flessibile video-on-demand.

Anche quest’anno si è confermata la sempre più marcata tendenza dei produttori a costruire televisori sempre più sottili (nel caso della tecnologia OLED spessori ancora più ridotti dei normali LED), scelta che comporta, tra le altre conseguenze, la mortificazione delle prestazioni audio, alle quali si cerca di ovviare con  modelli di sound bar in grado di coprire sempre più ampie esigenze. Le sound bar, infatti, rappresentano la soluzione sempre più diffusa per la gestione dell’audio  multicanale, grazie alle caratteristiche di facilità di posizionamento e di collegamento dell’apparato e delle casse, nonché alle caratteristiche di economicità rispetto ad un impianto audio multicanale “tradizionale” completo.

In campo IT la parola d’ordine di questo cinquantesimo CES sembra essere stata “Realtà Virtuale”, dato che le soluzioni informatiche (pc e componenti) risultano sempre più orientate al gaming “spinto”. Le possibilità offerte dalle nuove schede video e processori consentono di ottenere prestazioni adeguate alle richieste della applicazioni della realtà virtuale, con costi relativamente contenuti.

In questa cinquantesima edizione non si è visto qualcosa di veramente rivoluzionario, ma come sempre di tutto e di più, ma soprattutto di meglio.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.