Ogni tanto un tuffo nel passato può essere salutare. In questo caso il tuffo è addirittura doppio.

Da un lato riemerge dal passato un marchio che ha fatto la storia della telefonia e che i più giovani forse neppure ricordano: Nokia.

Dall’altro viene presentato sul mercato un apparecchio che, in netta controtendenza, ritorna alla tastiera fisica e al display di ridotte dimensioni (2,4”).

Urge chiarire subito che del glorioso marchio, l’attuale Nokia mantiene solo il nome. Nel 2013, infatti, la casa Finlandese era stata acquisita da Microsoft, che ha successivamente ceduto l’uso del marchio per la telefonia alla Foxconn, che a sua volta ha delegato alla produzione una società con sede in Finlandia (quando si dice la casualità).

Anche se della Nokia resta solo il nome, fa comunque piacere rivedere il familiare logo su un telefono cellulare. La scelta terminologica per questo apparecchio, denominato Nokia 150, non è un errore: si tratta proprio solo di un telefono cellulare; nulla a che vedere con i diffusissimi smartphone. Nessuno schermo touch, nessuna possibilità di installare app, quasi nessuna funzione accessoria; solo tanta sostanza.

Un apparecchio del genere si acquista per effettuare e ricevere telefonate, non per “essere connessi”. La rete è quella classica gsm (dual band 900/1.800 MHz) e le funzioni accessorie si limitano alla fotocamera con flash, alla radio, all’alloggiamento per una scheda di memoria micro-sd (fino a 32 Gb), al Bluetooth e al supporto della doppia sim (quest’ultima funzionalità solo nella versione specifica dell’apparecchio).

Con simili premesse non stupisce che la batteria, da soli 1.020 mAh, garantisca fino a 22 ore in chiamata e un mese in stand-by.

Il Nokia 150 è già in vendita ad un prezzo inferiore ai 40 euro. Sicuramente questo ne favorirà la diffusione in quella fascia di popolazione che ha necessità telefoniche “basiche”.

Se il Nokia 150 sia commercialmente una mossa vincente, come sempre, lo si scoprirà tra qualche mese, ma dopo che all’annuncio, dato a fine 2016, è seguita in queste settimane la commercializzazione, in molti sono pronti a scommettere sulla rinascita del marchio Nokia.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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