Kevin Systrom, CEO e co-fondatore di Instagram, ha aperto la presentazione della nuova piattaforma video Igtv con tre premesse che hanno subito chiarito i suoi obiettivi:

1) gli adolescenti di oggi guardano la televisione il 40% in meno rispetto a quelli di 5 anni fa;

2) Instagram è utilizzata a livello globale da un miliardo di persone al mese;

3) la visualizzazione di contenuti video in Instagram cresce del 60% all’anno.

Le premesse spiegano la decisione di Instagram di entrare nel sempre più affollato mercato dei filmati on line di qualità, ovvero materiale video in grado di attrarre (e trattenere) sempre più nuovi fruitori, perché il numero di utenti di una App è il parametro fondamentale per attrarre gli investimenti pubblicitari.

Il mercato pubblicitario, infatti, segue (o spinge, talvolta il rapporto causa-effetto non è così facilmente identificabile) questo trend di mercato, al punto che si stima che nel 2018 l’investimento globale di pubblicità su internet supererà quella televisiva di oltre 40 miliardi di dollari.

Igtv è una App (disponibile sia su piattaforma IOS che Android dal 21 giugno, con rilasci progressivi per aree geografiche) nella quale i video partono direttamente, occupando l’intero schermo dello smartphone o tablet. Il “taglio” dell’immagine, per rendere la fruizione dal telefono più naturale, è verticale. È possibile scegliere fra una selezione appositamente creata per il singolo utente, fra i filmati delle persone che si seguono su Instagram e fra i video più popolari.

Il mercato è in grande fermento e mentre Instagram annuncia la sua nuova App per contenuti video, i concorrenti si muovono freneticamente, andando sempre più nella direzione dei contenuti assimilabili a quelli televisivi. Apple, ad esempio, ha siglato da poco un accordo con Oprah Winfrey e parallelamente ha anche messo in cantiere progetti di contenuti per bambini. Nel frattempo Facebook, che pur essendo proprietaria di Instagram ne è anche parzialmente concorrente, sta pianificando la realizzazione di quiz e telegiornali. Amazon, dal canto suo sempre più decisa a consolidare l’universo Prime Video, ha acquistato i diritti della Premier League.

Si sta assistendo a qualcosa di simile a ciò che è successo nella televisione tradizionale diversi decenni fa, quando l’offerta di canali generalisti è cresciuta a dismisura in un breve lasso di tempo: sta nascendo un’offerta variegata di contenuti video su mobile.

La sempre maggiore diffusione delle smart-TV contribuirà ad annullare i confini tra la modalità di fruizione tradizionale della televisione e la fruizione dei contenuti video resi disponibili dalle varie App, sempre ammesso che la qualità di tali contenuti possa essere all’altezza delle aspettative di un pubblico ben più ampio rispetto agli adolescenti a cui si è riferito Kevin Systrom nella sua presentazione.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.