bambini 1_per TFIn occasione del prossimo torneo Borelli ne approfitto per buttare un occhio su la realtà delle giovanili di rugby in Firenze. Sono infatti a parlarne con Francesco Gremegna, responsabile del settore propaganda per i bambini dai 6 ai 12 anni.

Il vivaio dei giocatori di rugby fiorentino, una realtà sempre più in crescita, puoi presentarmelo?

Il vivaio del Firenze Rugby 1931 consta di un bel numero di ragazzi, che addirittura sono stati divisi in due scuole di rugby presenti sul territorio fiorentino. La prima è qua, nell’impianto Padovani, dove abbiamo tutte e quattro le categorie di giocatori (under 6, under 8, under 10 e under 12) mentre l’altra è a Grassina dove abbiamo soltanto tre categorie, ovvero under 6, under 8 e under 10.
Ci tengo a sottolineare che Grassina non deve essere considerata una succursale della scuola rugby di Firenze tantomeno una scuola diversa,  la nostra mentalità è di far sempre giocare tutti i ragazzi assieme e dare la possibilità alle famiglie di poter far fare rugby in due posti diversi, principalmente per facilitare gli spostamenti da chi viene più lontano. Negli anni e con il lavoro Grassina è diventata un grande punto di riferimento con un certo numero di iscritti, circa una quarantina, con tre allenatori che portano avanti lo stesso identico programma tecnico dei ragazzi del Padovani.

Avevo sentito dire di un campo a Firenze Nord…

Originalmente i campi di allenamento erano tre ma purtroppo, ad oggi, il campo di Firenze Nord non c’è più. Inizialmente ci allenavamo al Pignone, successivamente ci siamo spostati all’Olmatello. Questo cambiamento non è stato gradito dai genitori perché, nonostante il campo più che dignitoso, si trovava davanti alla realtà di quella zona che tutti sanno. Le famiglie hanno preferito venire tutti qua al Padovani. Comunque questa è una storia vecchia di almeno due anni…

Qualche informazione per chi non conosce l’ambiente rugbistico. C’è forse una idea sbagliata su come un bambino possa iniziare a giocare. Ad esempio, a che età conviene inizare a giocare?

Noi facciamo iniziare a giocare a sei anni ed il gioco è molto semplice. Dai sei ai dodici anni non esiste assolutamente tutto ciò che è “rugby vero”, non esistono mischie, touche, calci o che altro. Dai quattordici anni inizia la specializzazione.
Abbiamo un programma di preparazione dei ragazzi che si svolge in più anni, prevede anche l’aiuto di tecnici federali che ogni tanto passano a darci aiuto.
La domenica abbiamo un programma a livello regionale che ci permette di andare ad incontrare altre squadre toscane. In questi casi ci troviamo con le altre scuole, senza alcun limite al numero dei ragazzi, vengono definiti sul momento i gironi e gli allenatori decidono quali aspetti del gioco devono essere sottolineati durante quel concentramento di partite. Ricordiamoci che principalmente è una scuola, non esistono vincitori o vinti, vengono tenute solo alcune statistiche.
A fine partite facciamo il nostro terzo tempo e ci diamo appuntamento alla partita successiva.

Ma che riscontro state avendo sul territorio fiorentino? Cibambini 2_per TF sono giovani giocatori?

Abbiamo tre squadre under 12, due under 10 e due under 8. Fanno un totale di quasi centocinquanta ragazzi iscritti. È un dato che ho rilevato quest’anno, non ho riscontri sugli anni precedenti perciò non posso dirti le statistiche come stanno andando.

Nel calcio, purtroppo, si vede troppa aspettativa verso i giovani giocatori. Anche da parte dei genitori. Esiste un fenomeno del genere anche nel rugby?

Posso spiegarti quale è la nostra filosofia. Noi non andiamo mai in campo per vincere. Fino ai 12 anni è una cosa che neanche viene pronunciata.
Non è nostra intenzione creare il “dream team” per andare a vincere un torneo, non faremo mai una selezione tra i ragazzi per scegliere i migliori. A noi interessa che i ragazzi vengano qua, si divertano ed entrino a far parte del nostro contesto.
Creare un iper agonismo su dei bambini così piccoli non porta altro ad una rottura tra la squadra ed i ragazzi. In altre parole il bambino alla fine si scoccia perché non vede i risultati richiesti e smette di giocare.
Chiediamo infatti molta attenzione su questo punto da parte dei genitori visto che abbiamo bisogno anche del loro aiuto e supporto.  La vittoria fa piacere a tutti ma rischiamo di rovinare il lavoro degli allenatori.

Altri progetti in corso?

Appunto perché lavoriamo ad un ambiente sereno e divertente per i ragazzi che sia sempre più strutturato abbiamo creato il Rugby Social Club. Una bellissima idea nata dai ragazzi della prima squadra, copiando un progetto Argentino, i quali si sono messi a disposizione dei bambini, per ora principalmente quelli di dodici anni, per aiutarli a studiare.
Infatti il lunedì, il mercoledì e il venerdì i giocatori più grandi sono a disposizione per dare ripetizioni. Il rugby è lo sport dove c’è la maggiore concentrazione di studenti universitari, perciò i nostri hanno la preparazione per poter fare una cosa del genere fino ad arrivare ad uno studente delle superiori.
Stiamo poi lavorando sulla creazione di centri estivi che dovrebbero essere operativi a partire dal prossimo giugno.
In parole povere il rugby deve diventare una loro seconda casa, dove possono trovare tutte le opportunità di crescita con sani principi fino a diventare uomini un domani.

Grazie!

A te!

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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