Mentre la cosiddetta nazionale maggiore fa i conti con un mondiale che si era prevedibile nei risultati ma che nuovamente ha mostrato le falle del sistema rugbystico italiano, mentre osserviamo nemmeno troppo increduli il CT Conor O’Shea presentare le dimissioni dalla Federazione Italiana Rugby tre mesi prima del 6 Nazioni 2020 (le voci vogliono Franco Smith ad interim per valutare poi chi effettivamente si siederà sulla panchina Azzurra), mentre i campionati e le coppe vanno avanti regalandoci gioie e dolori, le ragazze di Di Giandomenico hanno giocato il primo dei due test match previsti dal calendario autunnale.

Forti stavolta della presenza della televisione di stato che ha trasmesso la diretta della partita e di quasi duemilacinquecento appassionati che hanno sfidato le intemperie al Fattori de L’Aquila, le Azzurre hanno affrontato le pari categoria del Giappone. Essendo seste nel ranking mondiale e andando ad affrontare una squadra, sulla carta, decisamente inferiore, c’era da aspettarsi però una migliore prestazione.
Il Giappone è in ascesa verticale nel mondo della palla ovale, vero, con tutte  le varie politiche intraprese dal paese del sol levante al riguardo che possono essere anche discutibili come l’utilizzo smodato di equiparati e l’Italia era orfana di molte delle veterane, come Manuela Furlan, e la partita si è tradotta in una continua ricorsa nel punteggio con iniziale vantaggio giapponese, seguito da quello italiano fino ad arrivare al pareggio con reciproco assalto della linea di meta a fine partita.

17-17 il punteggio di una partita avvincente, vero, ma che mostra una Italia al di sotto delle potenzialità mostrate nello scorso 6 Nazioni. Vanno trovate le cause, forse l’assenza delle giocatrici più esperte non basta come motivo visto che il prossimo impegno sarà particolarmente difficile: Sabato prosso dovranno affrontare le vincitrici del 6 Nazioni, le Inglesi, a Bedford per la precisione.
Di Giandomenico, intervistato in merito, si dice sereno e ha apprezzato la bravura delle Giapponesi. Si tratta soltanto della prima di una lunga serie di partite, la maturità del gruppo ancora deve vedersi.

A noi spetta soltanto vedere se ha ragione.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.