Iacopo Meille, “Jack” per gli amici è un cantante rock, uno dei pochi italiani ad essersi fatto conoscere e rispettare all’estero; infatti Iacopo canta da più di dieci anni con  i Tygers Of Pan Tang, una band appartenente al filone “New Wave Of British Heavy Metal”. Con loro ha registrato 2 Cd, 3 Ep e fatto tour in tutta Europa.

Iacopo tu passi metà del tuo tempo in tour, per alcuni una scelta faticosa…

Credo che per un musicista l’idea del viaggio, del distacco dalla quotidianità, sia una necessità ancor prima che un peso. La curiosità, il desiderio di ascoltare “altra” musica, di incontrare persone, di suonare davanti a un pubblico diverso ogni sera, è il motivo che mi porta ad accettare anche tour impossibili (20 date in 23 giorni!!!) in compagnia di icone rock come i fratelli Carmine e Vinny Appice  (se i nomi non vi dicono niente andate a vedere su google!!!) o Kee Marcello e Mike Terrana.”

Tu lavori prevalentemente con l’Inghilterra…

I Tygers fanno base nello Yorkshire e North East, di conseguenza vado spesso in UK per registrare, lavorare a nuovo materiale, suonare. L’odore dell’erba bagnata, il profumo della birra, il tepore confidenziale delle moquette consumate dei pub, mi fanno sentire a casa, oltretutto, la musica che continuo ad amare ha origine in quella terra e ogni volta che ci torno trovo conferma di questo e nuova fonte d’ispirazione.

Infatti tu in Italia lavori con altri gruppi di stampo rock inglese…

Si, canto in 2 tribute band dei Led Zeppelin – i Norge e i Custard Pie – e nei General Stratocuster and The Marshals.  Quest’ultima è la band che meglio incarna i miei gusti musicali fatti di chitarre affilate come rasoi, chitarre acustiche sferraglianti e una buona dose di melodia. Niente di nuovo, nessuna pretesa di innovazione, solo r’n’r, quello che ancora oggi è colonna sonora nei viaggi interminabili delle highway americane.

E il tuo rapporto con Firenze?

Firenze è la città dove abito ed è bello tornarci dopo aver passato 3 settimane in tour.
Purtroppo Firenze non si fa amare particolarmente: è una città in cui la musica esiste ancora, ma soprattutto per la caparbietà di alcuni addetti ai lavori ed una schiera di musicisti che non si arrendono davanti alle difficoltà  (regole impossibili e burocrazia soffocante) e vanno avanti a fatica.

Per molti musicisti “funamboli” intervistati in questa rubrica, viaggiare e fare tour è una realtà che va di pari passo con il fare musica…

La musica, come il viaggio, sono il mezzo che mi permette di scoprire tutto quello che non conosco del mondo e di me stesso, mi aiuta a ricordare chi sono.
Il viaggio come la musica è anche imponderabilità ed imprevisti e sono proprio quest’ultimi a darmi più soddisfazioni: un incontro inaspettato, una canzone che nasce all’improvviso nei camerini mentre stai aspettando di salire sul palco, presentare una canzone non in scaletta e “costringere” la band a suonarla, anche questo è musica e viaggio e sempre lo sarà.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.