I concerti dell’anno trascorso, e ancora di più il programma di quelli dell’anno appena iniziato, confermano una verità assoluta: i dinosauri del rock non hanno nessuna intenzione di estinguersi.

Scorrendo i nomi degli artisti in tournée tra il 2017 e il 2018 salta agli occhi che parecchi di coloro che saltellano sui palchi di mezzo mondo sono in età da pensione, perfino secondo i parametri della Fornero; senza contare che anche molti di quelli che non sono ascrivibili di diritto alla terza età, hanno comunque passato gli anta da parecchio.

In alcuni casi ci sarebbe da approfondire la questione a livello medico, come nel caso dei Rolling Stones, le cui performance live della scorsa estate hanno confermato la notevole tenuta fisica della maggior parte dei componenti del gruppo, ancora veri animali da palco, con un’energia da fare invidia a gente con la metà dei loro anni. C’è da augurarsi che tra qualche decina d’anni, quando passeranno a miglior vita (si fa per dire; riesce difficile credere che possano avere nell’aldilà una vita migliore di quella che hanno avuto nell’aldiquà), donino i propri corpi alla scienza.

In altri casi la natura segue il suo corso, anche in maniera ingrata, come testimoniato da Phil Collins, che ha fatto un intero tour seduto sui palchi di due continenti, visti i problemi di schiena e deambulazione (con annessi rinvii di concerti per cadute e malanni vari). Triste, anche considerando che la voce non è che stia poi molto meglio del fisico.

In generale i concerti del 2017 di Procul Harum, Yes, U2, King Crimson, Kiss, Deep Purple, Aerosmith, Vasco Rossi e perfino del riesumato Brian Ferry hanno dimostrato che l’età è una questione più mentale che anagrafica.

Con perfetta continuità anche il 2018 si annuncia all’insegna degli oldies but goldies. Il programma di Firenze Rocks è roba da gerontocomio (Iron Maiden e Ozzy Osbourne su tutti), ma non sono da meno altri eventi dell’anno, che annoverano tra i diversamente giovani nomi come Roger Waters, Rod Stewart, i Toto o Bob Dylan.

Signorotti di mezza età che calcheranno i nostri palchi nei prossimi mesi, come i Simple Minds, i Guns N’ Roses, i Depeche Mode o gli sciogliendi Elio e le Storie Tese, che in altri contesti sarebbero considerati vecchi, giudicati con questo metro sono poco più che esordienti.

Se un tempo le star durante i concerti rock si assentavano dal palco per ingerire, sniffare o iniettarsi le sostanze più disparate, in questo scenario, se si assentano, viene il dubbio che abbiano più che altro problemi di prostata.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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