Nel testo delle Finanziaria 2018 è inserito un articolo destinato ad avere un significativo impatto sulle finanze degli Italiani: l’articolo 89, intitolato “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia SG”, stabilisce la fine, entro il 2022, dell’attuale trasmissione dei programmi televisivi tramite lo standard del Digitale Terrestre (denominato dagli addetti ai lavori DVB-T) e il contestuale passaggio all’assai più efficiente e tecnologicamente avanzato sistema DVB-T2.

Un effetto collaterale, tutt’altro che trascurabile, è la conseguente obsolescenza di decine di milioni di apparecchi TV in tutta Italia. Stime degli organi di stampa parlano di circa quaranta milioni di televisioni, presenti oggi nelle case degli italiani, incompatibili con il nuovo standard, che dovranno essere adattate tramite un decoder esterno o sostituite nel prossimo quinquennio con modelli che lo supportino.

Non è una notizia inaspettata, dato che dal 1 gennaio 2017 è possibile vendere (in Italia) solamente apparecchi televisivi compatibili con il nuovo standard DVB-T2 (che è ovviamente retro-compatibile con lo standard DVB-T).

Considerando che solamente nel luglio 2012 si è concluso in Italia il lungo e sofferto passaggio dalla TV analogica alla TV digitale (iniziato nel 2004), questa nuova scadenza per il prossimo switch off delinea per il 2022 uno scenario analogo a quello da poco vissuto. Anche in questa occasione, la transizione al nuovo sistema avverrà per zone, secondo una tabella che dovrà essere definita entro il prossimo maggio.

Una notevole differenza, rispetto allo scorso passaggio, sarà che in questo caso per le emittenti non sarà possibile fare il simulcast, ovvero la trasmissione simultanea nel vecchio e nel nuovo standard. Da un giorno all’altro ogni singola emittente dovrà effettuare il cambio della modalità trasmissiva.

Un ultimo aspetto che creerà problemi sarà la necessità di intervento da parte dell’antennista, per filtrare correttamente i nuovi segnali. Il fatto che le emittenti effettueranno il passaggio in momenti differenti, richiederà interventi multipli dell’antennista sullo stesso impianto con periodi di “perdita di canali”.

Non sarà un passaggio semplice da gestire, soprattutto con i tempi previsti decisamente stretti. Non ci sarebbe da stupirsi se i termini subiranno uno slittamento, ma la strada è comunque segnata.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.