La Fiorentina anche questo anno è in ritiro a Moena, a preparare la nuova stagione calcistica; io ci sono andato la settimana prima dell’arrivo dei giocatori e non ho potuto fare a meno di acquistare il famoso formaggio “puzzone di Moena”.

Caratteristiche principali: crosta umida, pasta piena di colore bianco/paglierino, dal profumo intenso e acuto, dal sapore inconfondibile, stagionato minimo 90 giorni, massimo 8/10 mesi e ottenuto da latte crudo.

Con questo formaggio ho fatto degli involtini di fette di arista, ottenendo un ottimo piatto. Per alcuni potrebbe risultare con un sapore un po’ troppo intenso, per cui, in questa ricetta, ho cercato di mitigarlo, aggiungendo delle fette di melanzane grigliate.

Ingredienti:

Arista a fette 6 (oppure 500g circa)
Melanzane grigliate 6 fette
Zucchine grigliate 6 fette
Puzzone di Moena 6 pezzetti tagliati a bastoncino
(per un piatto più delicato potete sostituire il Puzzone con della scamorza o del pecorino semi stagionato)
Farina di riso q.b.
Aglio 2 spicchi
Sale pepe e olio Extravergine di oliva EVO q.b.

Opzionale:
succo di mezzo limone, 3/4 cucchiai di vino bianco.

Tagliate l’arista in 6 fette di almeno un centimetro e battetele con un batticarne. Mettete, su ogni pezzo, una fetta di melanzana, una fetta di zucchina grigliata e una listella di formaggio. Arrotolate e fermate con uno stuzzicadenti. A questo punto passate gli involtini in un po’ di farina di riso, salate e pepate e, se utilizzate d’abitudine qualche spezia o aroma per il maiale, potete aggiungerle.

Fate rosolare l’aglio in una padella con un filo d’olio EVO, toglietelo quando imbiondisce e mettete a rosolare gli involtini di arista, rigirandoli di tanto in tanto per farli cuocere uniformemente. Durante la cottura, se volete, aggiungete il succo di mezzo limone o due/tre cucchiai di vino bianco, per insaporire.

Piatto interessante; potete accompagnarlo con dei pomodori freschi e funghi a fettine, conditi ad insalata.

Come sempre…
… buon appetito e fatemi sapere..

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.