Chissà se hai figli. O se non ne hai.
Chissà se desideri farli. Oppure no.
Chissà se sono grandi; se hanno già imboccato la loro strada, le loro passioni, le loro ambizioni.
E te ti rivedi in loro, e speri il meglio per loro. Desideri aver insegnato loro le giuste priorità: cosa è giusto o cosa è sbagliato, quali sono le priorità in questa vita.
E così, mentre una mattina qualsiasi ti sciacqui il viso, e mentre l’acqua scende sul lavandino e alzi gli occhi davanti a te, per guardarti allo specchio, pensi: è davvero questo che voglio per mio figlio? È giusto averlo educato così? Desidero davvero che non soffra mai, che abbia tutto e subito, che sia abituato così, da vincere e vincere, senza mai essere temprato dall’agro sapore della sconfitta?
E allora, mentre appena alzato rifletti, rimugini su cosa sia meglio: se il senso di appartenenza a una terra, alle origini, o se la voglia smisurata di vincere, sempre e continuamente, ad ogni costo; tanto da renderti odiato e odioso agli occhi degli altri. Tanto da volere tutto e subito, sempre, in ogni circostanza.
Davvero vuoi educare tuo figlio ad essere juventino?

Share

Dicci la tua

Paul Popol

C’è solo una cosa che “odia” più dei carciofi: la Juve.