Oscar Wilde probabilmente aveva immaginato che le sue acute osservazioni e i suoi brillanti aforismi sarebbero stati ampiamente rimaneggiati e distorti dai posteri. La celebre frase del suo «Ritratto di Dorian Gray», “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”, è stata svilita e spogliata della sua originale eleganza, per diventare più banalmente “nel bene o nel male, purché se ne parli”; secondo alcuni principio ispiratore di un certo modo di fare comunicazione.

Oscar Wilde, nonostante la sua lungimiranza, difficilmente si sarebbe aspettato le recenti innumerevoli citazioni di questo suo aforisma in riferimento ad una merendina confezionata; la prima in Italia, quel panettone tascabile nato a metà degli anni cinquanta come Mottino, successivamente ribattezzato Buondì e diventato in brevissimo tempo archetipo del dolce per la colazione.

Nel tempo, come sempre, il mercato ha proposto innumerevoli prodotti alternativi e oggi il Buondì è solo una delle tante merendine disponibili sugli scaffali dei supermercati. A dispetto di una storia gloriosa, anche per il Buondì è quindi necessario mantenere viva la domanda da parte dei consumatori con adeguate campagne pubblicitarie. Il nuovo spot televisivo Buondì, però, non si può certo definire il “solito spot”. Ecco quindi fiorire polemiche, come sempre amplificate dai social. Mamme che riferiscono di bambini traumatizzati, benpensanti che si scagliano contro il cinismo di un certo modo di fare comunicazione, strenui difensori della moralità che chiamano in causa la perdita di valori. Negli ultimi giorni si è assistito ad un susseguirsi di polemiche, solo in parte mitigate da chi cerca di evidenziare l’ironia del messaggio pubblicitario.

Nel bene e nel male, comunque, se ne sta parlando davvero molto.

Ad alimentare ulteriormente le polemiche ha contribuito il fatto che è stata inserita nella programmazione anche la seconda tranche della campagna pubblicitaria, ancora più ironica della precedente. Anche in questo caso, purtroppo, in pochi hanno rilevato l’unico vero messaggio scandaloso e diseducativo contenuto nello spot: viene fatta confusione tra meteorite e asteroide.

Una cosa è certa, per quanto buona e ben sviluppata, non è un’idea originale. Ambedue gli spot Buondì possiedono diversi punti di contatto con quello del 1997 della Vigorsol, che a vent’anni di distanza rimane una delle pubblicità televisive più brillanti di sempre.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.