Domenica 8 ottobre 2017 è stata ufficializzata la fine di Windows 10 mobile, ultima incarnazione di Windows Phone. Joe Belfiore, responsabile della divisione smartphone e tablet di Microsoft, ha annunciato che non verranno più sviluppate nuove funzioni, né nuovo hardware, per la piattaforma che aveva l’ambizioso obiettivo di diventare il terzo incomodo tra Android e IOS.

Nella fase terminale della vita di Windows 10 mobile verranno sviluppate solo le correzioni dei bug e gli aggiornamenti finalizzati alla sicurezza. Che Windows 10 mobile non fosse una piattaforma con un grande futuro, si era capito quando Bill Gates ha candidamente rivelato di utilizzare come telefono un dispositivo Android.

Se non ci crede lui nella sua piattaforma, figurarsi il mercato.

Gli unici che, probabilmente, lo rimpiangeranno a livello mondiale saremo proprio noi italiani. Negli ultimi due anni in particolare, infatti, l’Italia ha rappresentato uno dei mercati più floridi per il dispositivo motorizzato Micrsoft, con percentuali di penetrazione che nel 2016 hanno superato il 7%, mentre negli Stati Uniti le percentuali di penetrazione raggiungevano a fatica un assai poco onorevole 1%.

Numeri troppo esigui, quindi, hanno contribuito a decretare la fine di un sistema operativo nato oltre vent’anni fa, con quella versione di Windows denominata CE, ad animare i palmari, precursori dei moderni smartphone.

In ultima analisi, però, la responsabilità dell’affossamento della versione mobile della piattaforma trasversale Windows 10 è da ascrivere al nuovo CEO di Micrsoft, Satya Nadella, che ha deciso di puntare sul settore business, ridimensionando gli sforzi nel settore consumer.

Se non è riuscita Microsoft ad inserirsi tra Android e IOS, difficile credere che lo possa fare qualcun altro.

Resterà una guerra a due.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.