Virus e malware sono due termini talmente presenti nei titoli dei media di informazione da non colpire più l’attenzione. Per questa ragione una notizia di questi ultimi giorni ha avuto meno eco di quanto avrebbe dovuto. Il noto prodotto CCleaner, utility di ottimizzazione del sistema, è stato da metà agosto a metà settembre veicolo di infezione.

Attraverso la versione 5.33.6162 di CCleaner e la versione 1.07.3191 di CCleaner Cloud, il trojan Floxif ha infettato per quattro settimane computer in tutto il mondo, carpendo informazioni riservate agli ignari proprietari.

Premesso che il problema è stato risolto prontamente e che è sufficiente, per chi fosse infetto, aggiornare la propria versione di CCleaner, la questione merita, però, di essere approfondita.

“CCleaner è un prodotto che vanta miliardi di download nelle varie versioni, quindi potenzialmente la diffusione avrebbe potuto essere epidemica.

Fortunatamente il problema, almeno in una prima fase, ha interessato solo alcune installazioni a 32 bit, per complessivi due milioni abbondanti di pc nel mondo. È tutta da valutare, invece, la portata della seconda fase di questa diffusione. Secondo gli ultimi dati emersi, sembra infatti che l’attacco fosse a doppio stadio, con il secondo che mirava a permettere ai cyber-criminali di insinuarsi nei sistemi di agenzie governative, istituti bancari e aziende multinazionali di grande spicco. La reale portata di questo secondo stadio è tutt’ora in fase di approfondimento.”

Poca cosa dal punto di vista statistico, ma con una ricaduta di immagine enorme, perché il produttore di CCleaner, la software house Piriform, è stata acquisita a luglio scorso da Avast.

Avast ha prontamente sottolineato, in un comunicato, che il problema ha riguardato una versione di programma sviluppata prima dell’acquisizione della società, sia pur distribuita successivamente.

In tutta franchezza, però, questa precisazione ha il suono dell’arrampicata sugli specchi.

Resta il fatto che uno dei più famosi produttori di antivirus al mondo ha diffuso per settimane, attraverso una sua società, un prodotto software veicolo di infezione.

Un fatto di una gravità inaudita.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.