Quest’anno compie 140 anni eppure a vederlo stasera tutto illuminato e pieno di gente sembra appena inaugurato.
Questa è la prima sensazione che ho avuto entrando nel nuovo salone del gusto al primo piano del Mercato Centrale di San Lorenzo.
Dopo anni di incuria, abbandono e scelte discutibili, Firenze si è finalmente riappropriata di uno dei luoghi simboli del centro storico.
La stessa sensazione in questi anni l’ho provata solo altre due volte: quando hanno aperto le Oblate e quando finalmente sono stati conclusi i lavori alle Murate.
Questi sono i simboli di una Firenze che sa rinascere dalle sue ceneri, che sfrutta i bellissimi spazi che il nostro glorioso passato ci ha donato e che, con una politica a volumi zero, sta riportando un po’ di fiorentinità là dove da troppi anni c’erano solo turismo di massa, calcinacci e piccioni.
Oggi dopo una bella biblioteca e un nuovo centro abitativo polifunzionale la città recupera un santuario del cibo.
Quando non c’erano i supermercati e la bicicletta era un bene di lusso il Mercato Centrale era all’avanguardia perché dava la possibilità di riunire la campagna alla città attraverso i banchi che al suo interno vendevano carne al piano terra e frutta e verdura al primo piano.
Il ferro e il vetro facevano da contorno al cuore pulsante di un quartiere di San Lorenzo popoloso e popolare. La gente viveva, lavorava e comprava in centro. Le periferie non c’erano e dilàddarno, dopo le mura, era quasi tutta campagna.
Oggi quel mondo non esiste più ma questo gigante di metallo ha saputo resistere e dopo un accurato restauro oggi si offre a noi come un tempio del gusto e dell’eccellenza a tavola.
Il primo piano ospita, infatti, dodici botteghe di artigiani della tavola. Con 500 posti a sedere si può scegliere tra molteplici combinazioni eno-gastronomiche come la pasta fresca, la pizza, la pasticceria e il pane, il lampredotto e il pesce ma anche le grigliate e i formaggi.
Non possono mancare infine il gelato, il vino e una scuola di cucina.
Veder rinascere il Mercato Centrale vuol dire far rivivere San Lorenzo che sta vedendo finalmente un suo personale riscatto e questo fa bene a Firenze ma soprattutto a noi fiorentini.
Buon 25 aprile a tutti.

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Carlotta Ansaldi

Frutto dell’unione tra San Niccolo’ e la Colonna, nata per il Capodanno fiorentino vivo in Oltrarno… piu’ fiorentina di me forse c’e’ solo la bistecca.
Amo tanto gli animali, i libri, i miei tanti studenti e il mio lavoro di Archeologa per bambini ma la mia vera grande passione sono cappuccino, pasta e cronaca di Firenze rigorosamente al bar!

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