Questa settimana ho deciso di parlarvi di un legume: la Roveja.

Estate, tempo di vacanze, o semplicemente di escursioni fuori porta.
Se nel vostro girovagare doveste recarvi in Umbria, vi consiglio di cercare e acquistare  questo particolare legume, la Roveja, chiamato anche pisello dei campi,  robiglio o roveggia.

La roveja o pisello dei campi ha la forma sferica simile al pisello, leggermente più piccolo, dai colori variegati che spaziano dal marrone, al marrone – grigio, al verde.
Dalle proprietà nutritive elevate, è apprezzata soprattutto dai vegani, per le sue proteine vegetali.
La versione secca, quella che si trova più facilmente in commercio, ha il 21% di proteine, 300 calorie ogni 100g, oltre ad avere un ricco contenuto di fosforo, fibre, potassio e vitamina B1.

Storicamente questo legume, conosciuto fin dal Neolitico, sembra provenisse dal Medio Oriente.
Ben conosciuto in epoca romana e medievale, è menzionato in diversi ricettari, ma col passare del tempo, viene declassato a cibo per animali, ma sempre consumato dai
pastori e contadini dei monti Sibillini, che la utilizzano nella preparazione di zuppe insieme a cicerchie, lenticchie, fave e fagioli. Dopo la seconda guerra mondiale la coltivazione della roveja viene abbandonata per coltivazioni più redditizie.

Riscoperta alla fine degli anni ‘90, coltivata in alta quota, principalmente in Valnerina e Cascina, la capitale della Roveja è Civita di Cascia.

Attualmente la Roveja di Civita di Cascia è un presidio Slow Food.
Ho cucinato la roveja semplicemente lessandola con aglio ramerino e sale, come abitualmente lesso i fagioli, condita poi con olio extravergine di oliva oppure abbinata a dei fagioli borlotti.

In entrambe le preparazioni questo legume si è dimostrato gustoso, appetitoso e nutriente, sicuramente una buona alternativa ai solito fagioli, ceci o lenticchie.

Se la trovate, assaggiatela e come sempre…
fatemi sapere!

Roveja

Roveja

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.