Dopo una trentina d’anni di supremazia incontrastata, Windows cede lo scettro di sistema operativo più diffuso al mondo. Per la prima volta, infatti, è Android il sistema operativo più utilizzato dai dispositivi che accedono ad internet.

Il dato, già di per sé notevole, diventa addirittura impressionante se si guarda la curva di crescita di Android, che nel 2012 occupava un “misero” 2,4% del mercato e che oggi, a soli cinque anni di distanza, occupa il 37,93%, mentre Windows è sceso da una situazione che nel 2012 lo vedeva installato su oltre l’81% dei dispositivi, al più “modesto” 37,91% attuale.

È doveroso precisare che i dati si riferiscono ai soli dispositivi che accedono ad internet, che, pur essendo la maggioranza, non sono la totalità. Non vengono quindi considerati quei dispositivi che, a vario titolo, non sono connessi al world wide web.

Questi numeri non rivelano tanto un crollo della diffusione di Windows, quanto una macroscopica variazione nei comportamenti degli utilizzatori, che fino a qualche anno fa accedevano ad internet utilizzando prevalentemente dispositivi fissi, mentre oggi prediligono smartphone e tablet.

Tale cambiamento di abitudini sta progressivamente mutando gli equilibri di mercato.

Inevitabile, quindi, che si assista a strategie di reciproca invasione di campo da parte dei due colossi.

Microsoft da un lato cerca di spingere la diffusione di Windows come sistema operativo per smartphone e dall’altro cerca di rafforzare la propria presenza nel mondo dei tablet con Surface.

Analogamente Google, proprietaria di Android, ha lanciato sul mercato dei computer (i chromebooks) con l’intento di erodere quote di mercato a Microsoft.

Le nuove tendenze (realtà virtuale, realtà aumentata, IOT, etc.) porteranno ulteriori variazioni negli equilibri. Molto probabilmente la guerra tra Microsoft e Google si farà ancora più aspra; il che si spera possa tradursi in vantaggi per gli utilizzatori finali

(Visited 86 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.