In un momento in cui tutti aspirano ad andarsene e strizzano l’occhio alla lingua inglese, noi invece vogliamo restare!

L’importante è non fermarsi mai!

Mi capita spesso di spulciare il web in cerca di notiziole interessanti. No, non mi riferisco alla plumbea cronaca di questi tempi, né tantomeno a quella politica pre-elettorale…figuriamoci! Tra  il Prof. Monti che adotta un cagnolino e lo chiama Empatia, il Cav che compra Balotelli per fargli fare il presidente di seggio a Milano e Bersani che manda le letterine di arruolamento, le curiosità che cerco di scovare sono sempre legate alla musica:  recensioni di dischi, concerti da non perdere, le band da scoprire, i vinili da comprare e possibili soffiate sull’imminente reunion degli Oasis (in mancanza di questa mi accontenterei anche di quella dei Verve).

Poco tempo fa, durante il mio girovagare telematico mi sono imbattuto su un articolo online nientemeno che di Rollingstone che suggerisce l’ascolto de Le Furie, giovane e travolgente band fiorentina che nel 2012 ha fatto incetta di premi in contest tipo  “Destinazione Neapolis Contest” e  “RedBull TourBus Contest”. E chi sono io per contraddire RollingStone? Quindi, detto fatto!

Incontro una delegazione de Le Furie dentro al loro studio di registrazione nel cuore di Firenze, dietro Palazzo Pitti, dove sono immersi nel caos creativo dal quale vedrà la luce il seguito di “Andrà tutto bene”, album d’esordio solido e ben confezionato uscito per Ishtar Records nell’Aprile 2012 e prodotto da Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Edda, Mauro Pagani…).

Odiano le coverband perché “è meglio emettere un gemito ma che sia tuo e sia sincero” e nonostante i sacrifici anche economici sono determinati a scalare la montagna perché “l’importante è non fermarsi mai”. Le Furie sono Edoardo Florio Di Grazia (voce), Rocco Nencioni (chitarra), Theo Taddei (batteria), Francesco Giommi (chitarra e tastiere), e Valerio Fanciano (basso). Per la nostra furiosa intervista erano presenti i primi tre che, ci tengono a dire, stanno scrivendo in toto parole e musica del nuovo LP:

Le Furie, come, quando e perché?

Edo: Le Furie sono un’evoluzione dei Toomuchblonde, nostra precedente band, ed è un progetto nato nel 2009. Siamo tutti fiorentini di nascita e il nome del gruppo si può riallacciare ad un paio di significati: “Aver furia”  come si dice a Firenze, aver fretta: noi abbiamo furia di farci conoscere, uscire dal guscio, andare avanti senza fermarci mai. L’altro aspetto è legato alle Furie della mitologia greca e romana, l’impersonificazione femminile della vendetta.

Siamo nel vostro studio di registrazione, secondo album in vista?

Edo: Sì, il primo album è uscito da poco ma noi siamo sempre proiettati in avanti. Stiamo lavorando al prossimo disco che però verrà alla luce solo nel momento in cui lo riterremo pronto. Insieme al nostro produttore, Taketo Gohara, siamo d’accordo che il prossimo deve essere il Disco, quindi ci dobbiamo lavorare intensamente. La gente pensa che la musica cada dal cielo e ignora quanto sacrificio, quanti scazzi, quanto tempo, quanto sudore ci vogliano. Per acquisire credibilità ci vuole tempo. Taketo in tutto questo è fondamentale perché è un grande professionista dalla mente aperta, è giovane ed è una persona d’onore. Si adatta alle nostre metodologie di lavoro ma poi riesce sempre ad indirizzarci verso qualcosa di più interessante. Del resto, tutti hanno bisogno dell’occhio esterno del produttore, anche i Rolling Stones!

Rocco: Stiamo sudando sangue per il secondo disco. L’unica nostra certezza attualmente è che vogliamo farlo diverso da “Andrà tutto bene”. Ci sono alcuni pezzi più aggressivi, altri più raffinati e in genere stiamo cercando di dare più profondità sia al suono che ai testi. Siamo molto critici verso il nostro lavoro, non siamo mai contenti!

Il vostro primo disco associa sonorità epiche di stampo internazionale con testi in italiano, come mai questa scelta?

Edo: Vogliamo portare nuova linfa alla tradizione canora italiana. I nostri artisti non hanno niente da invidiare a quelli internazionali: per esempio, secondo me, il primo Battiato ai suoi tempi era più avanti dei Franz Ferdinand! In un momento in cui tutti aspirano ad andarsene e strizzano l’occhio alla lingua inglese, noi invece vogliamo restare. L’italiano ci permette di cogliere tutte le sfumature e dal momento che siamo a raccontare la nostra storia, cosa c’è di meglio che farlo nella nostra lingua? E’ tutto molto più credibile così. La scelta del sound invece non è premeditata, ci viene spontaneo ed è la conseguenza delle nostre esperienze musicali.

Rocco: Premesso che tra gli artisti italiani c’è anche chi scrive bei testi in inglese, come per esempio i Bad Love Experience o gli A Toys Orchestra, noi difendiamo la nostra scelta dell’italiano. E’ sempre una bella soddisfazione vedere la gente al concerto che canta quello che tu hai scritto capendo esattamente ciò che vuoi trasmettere. Mica come al concerto dei Coldplay dove vedi tanti che fanno il verso a Chris Martin senza sapere quello che dice!

Parliamo di Firenze e del vostro rapporto con la città…

Rocco: Abbiamo un rapporto conflittuale con Firenze, cerchiamo di estraniarci da questa città, di farci conoscere in tutta Italia, eppure quando non ci chiamano a suonare dalle nostre parti ci girano le palle. Qui la cerchia è molto chiusa: il giro inizia e finisce a Firenze tanto che, per esempio, in pochi qua conoscono le band di Pisa e Livorno dove c’è una bella scena, notevole.

Edo: Firenze è rimasta legata ai suoi personaggi degli anni d’oro della New Wave che adesso sono invecchiati e sinceramente ci siamo un po’ rotti di sentir parlare ancora di loro. Il rock fiorentino degli anni Ottanta non si è voluto evolvere anche se ne avrebbe avuta la possibilità. A fronte di questa venerazione per il passato ci sono invece un sacco di band giovani e bravissime, una realtà di base underground veramente importante. Firenze però è un po’ provinciale anche nella musica, il circuito è chiuso e se ci entri suoni ma poi rischi di rimanerci incastrato. Ci farebbe piacere la consacrazione a casa nostra però puntiamo ad emergere ovunque.  Le cose più belle de Le Furie sono accadute fuori Firenze! A Torino, Milano, Bologna e anche al Sud, sono tutti più open minded.

Quali band/artisti di Firenze e dintorni apprezzate?

Edo: Ci conosciamo un po’ tutti e ne stimiamo tanti, qualche esempio? Kings of the Opera, gli Hacienda, i Go!Zilla e poi la mia passione: i Disquieted by di Prato. Il loro cantante è il più grande frontman della storia della musica..Iggy Pop gli fa una s…! Andate a vedervi i video su Youtube! Alcuni degli artisti nazionali più recenti che ci piacciono sono invece Maria Antonietta, Edda e Bologna Violenta.

Rocco: Concordo su quello che ha detto Edo soprattutto per quanto riguarda i Disquieted by!

Theo: Io voto per i Karl Marx was a broker, un power trio di Pistoia, bravissimi!

Qual è stato il vostro concerto più bello finora?

Edo: Ce ne sono tanti però ne cito tre: Circolo degli Artisti a Roma per la finale del contest della RedBull,  il Teatro Puccini per il concerto di Libera e il preferito dal nostro fonico: il primo che abbiamo suonato all’ExFila di Firenze. Personalmente mi è piaciuto tantissimo suonare a teatro: c’era un’acustica perfetta e ci rendevamo conto che il pubblico ascoltava veramente le nostre canzoni senza filtri. Un’esperienza da ripetere. Intendiamoci, mi piacerebbe esibirmi in tutte le situazioni: dai piccoli club ai teatri passando ai palazzetti fino ad arrivare ai festival di fronte a folle oceaniche! In generale mi piace stare su un palco e se non fossimo un po’ egocentrici non avremmo scelto questo mestiere.

Rocco: In genere mi ricordo solo i concerti brutti! Comunque anche per me al Teatro Puccini è stato assurdo. Personalmente però mi piacerebbe realizzare il sogno di suonare ai festival.

Theo: Il miglior concerto de Le Furie? E’ soggettivo. Ne cito uno diverso dagli altri: quello al Vinile di Bassano del Grappa. Evidentemente suonare fuori Firenze ci viene meglio!

A breve inizia SanRemo, c’avete mai provato?

Edo: L’anno scorso abbiamo presentato “Non c’è niente”: è piaciuta molto a Morandi mentre il Direttore Mazzi ce l’ha bocciata per espliciti riferimenti al terrorismo…Nel testo c’è un verso che fa: “Quasi quasi prendo il treno e lo faccio saltare in aria”…La canzone però poi l’abbiamo inclusa nell’album. SanRemo è una bella vetrina ma non deve diventare la ragione di vita, va sfruttato come trampolino di lancio.

Qual è la line – up per la vostra band perfetta?

Edo: Alle tastiere Brian Eno, al basso Paul Simonon dei Clash…

Rocco: Alla chitarra ritmica: Tom Morello dei Rage Against The Machine! Ci vorrebbe anche qualcosa di strano, tipo il DJ dei Limp Bizkit a mixare il tutto!

Theo: Ho i miei idoli come batteristi e tra questi ci sono sia John Bonham dei Led Zeppelin che Jack White…scelgo il secondo!

Edo:  Alla voce e al piano il genio di Damon Albarn, Vincenzo Vasi al theremin, delle belle coriste della Motown dietro e infine Lucio Dalla al clarinetto! Dietro al bancone a produrre, il nostro Taketo Gohara. Ah…Dimenticavo: Robbie Williams a chiappare le “fihe”!

Avete molti concerti all’attivo, qualche racconto interessante dal backstage?

Theo: Ogni volta che suoniamo o andiamo a vedere concerti di band o cantanti che conosciamo, inevitabilmente finiamo le nottate con loro! E’ successo con Manuel Agnelli degli Afterhours, con iI Teatro degli Orrori, i Verdena…Il più imbarazzante però è successo dopo il concerto dei Sigur Ros: il cantante, notoriamente gay, c’ha provato spudoratamente sia con me che con Edo…c’avrebbe addirittura portato in tour con la sua band!

Prossime date Le Furie + I Ministri:

Sabato 16 Marzo @Flog, Firenze

Mercoledì 10 Aprile @Dalla Cira, Pesaro

Sabato 13 Aprile @AfterLife, Perugia

More to come on http://www.lefurie.com/ e http://www.facebook.com/lefurie

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!