Confermata la permanenza, fino al 2020, delle franchigie italiane nel torneo Pro12, forse meglio conosciuto come Celtic League. Torneo di alto prestigio dove l’ingresso delle squadre italiane doveva dare quel salto di livello al rugby azzurro che invece è mancato.
La Federazione Italiana Rugby ha dato comunicazione dell’avvenuto accordo solo il 21 giugno dietro, e sembra in risposta, a tantissime voci che ne hanno abbuiato gli animi. Assolutamente infondata, insomma, la notizia della fuga dei giocatori delle due squadre o della loro svendita.

La Benetton Treviso era già confermata, il suo team sta al momento lavorando alla consolidazione della squadra con nuovi acquisti. Situazione ben più complessa invece per le Zebre. Progetto già altamente contestato e seriamente in difficoltà, anche per i suoi pochi risultati, ha rischiato di essere accantonato a favore, forse, di altre iniziative. Storia già vista, vedi gli Aironi, la sua chiusura avrebbe ancora di più rovinato la credibilità italiana nel mondo rugbystico.
Fortunatamente la FIR ha creato una nuova società sempre sotto i colori bianco neri delle Zebre, società completamente federale che ha confermato tutto lo staff e squadra, riuscendo ad essere presenti in Pro12 e addirittura in Champions Cup.

Ma quale sarà il futuro delle due squadre dopo il 2020? Niente è stato definito e la situazione sembra essere tutt’altro che rosea. Al punto da far seriamente preoccupare i giocatori professionisti delle franchigie. Spuntata anche la possibilità, ancora remota, dell’ingresso nel Pro12 di due squadre Sud Africane che, nel caso, arriverebbero direttamente dal torneo Super Rugby dell’emisfero sud. E ciò non fa dormire sonni tranquilli ai nostri.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, musicista da tempo immemore, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.