Tra le migliaia di turisti assiepati lungo il percorso del carro, sarebbe interessante sapere quanti conoscono i Pazzi e le vicende storiche fiorentine che sono all’origine della festa che ogni anno, il giorno di Pasqua, richiama un gran numero di spettatori da fuori città.

La manifestazione dello scoppio del carro è la trasposizione simbolica della distribuzione del fuoco sacro ai fiorentini, che ricorda i Crociati, che dopo la liberazione di Gerusalemme, distribuirono il fuoco benedetto come simbolo di purificazione.

Dai tempi di Pazzino de’ Pazzi il rituale della festa si è evoluto, fino ad arrivare al tripudio di colori e suoni, che è l’attuale caratteristica festa del giorno di Pasqua a Firenze, quest’anno particolarmente ricca, con oltre 400 figuranti coinvolti.

Molto seguite dai fiorentini saranno l’esibizione dei Bandierai degli Uffizi, in piazza della Repubblica, e il sorteggio del torneo di San Giovanni del Calcio Storico Fiorentino, che precederà lo spettacolo pirotecnico, apice della cerimonia, quando l’arcivescovo, dall’altare del Duomo, darà fuoco al razzo a foggia di colomba (affettuosamente detta colombina dai fiorentini) che, correndo lungo una fune tesa nella navata centrale, raggiungerà il carro (il brindellone), incendiando la torre pirotecnica che darà inizio fragorosamente, tra gli entusiasmi degli astanti, a una coreografia di fuochi d’artificio di una ventina di minuti.

Come di consueto, se la colombina tornerà all’altare ripercorrendo senza intoppi il percorso di andata, si potranno trarre auspici positivi per il raccolto.

Scaramanzia a parte, è dal 1966, anno dell’alluvione, che il volo della colombina non incorre in intoppi.

Qui trovi il programma completo dell’evento.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.