Anche per questa settimana vi propongo della carne di maiale.
Si dice che “fritta è buona anche la suola di una scarpa” ma, come ben sappiamo, il maiale è anche molto caloroso.
Prepariamo un fetta di fesa di maiale “fritta”, anzi no! Cotta in forno!.
Mi spiego meglio: si procede con la panatura, come per il fritto, ma la cotturà avverrà in forno, rendondo il piatto molto meno calorico e più digeribile.
Gli ingredienti: fesa di maiale 600gr circa , 2 uova, 100g di grana grattugiato, 250g di pangrattato , mezzo bicchiere di latte, un cucchiaino di miele, mezzo bicchiere di aceto di mele, sale, pepe e noce moscata.
Tagliamo la fesa di maiale in fette alte almeno un centimetro, nel frattempo sbattiamo le uova insieme al latte, aggiungendo anche un po’ di sale, pepe e una grattatina di noce moscata. Prepariamo anche il pangrattato, circa 125gr, mescolandolo con i 100gr di grana grattugiato; questo ci servirà per la prima impanatura.
Passiamo le fette di carne nel composto con l’uovo e poi passiamole nel composto con pangrattato e formaggio.
Lasciamole riposare per qualche minuto ben distese su carta da forno.
La fase successiva consiste per prima cosa nel ripassare le fette di maiale nel composto con l’uovo, dopo di che le passeremo sul restante pangrattato ma senza formaggio.
Lasciamole riposare qualche minuto, irroriamo le nostre fette cosi preparate con un po’ d’olio ed inforniamo a 180 gradi per 20 minuti circa; a metà cottura abbiamo l’accortezza di girarle.
Andiamo a preparare la nostra doratura: mescoliamo i due cucchiaini di miele con il mezzo bicchiere di aceto di mele, amalgamando bene il composto.
Dopo i 20 minuti di cottura, spennelliamo bene le nostre fette di carne con il composto di aceto e miele. Lasciamo poi cuocere per altri 5 minuti.
Toglietele dal forno quando saranno ben dorate e servitele calde, le troverete croccanti e molto gustose.
Per contorno patate lesse sarebbero ideali, da bere del lambrusco secco, o anche una buona birra chiara artigianale.

fritta”, anzi no! Cotta in forno!

fritta è buona anche la suola di una scarpa

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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Colori e profumi

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Agrumi