Anahuacalli

Omaggio a Diego Rivera.
Il 24 Novembre del 1957 muore Diego Rivera, il più celebre muralista messicano, che fu anche marito di Frida Kahlo.
Non poteva esserci occasione migliore per rendergli omaggio andando a visitare il Museo Anahuacalli, un edificio spettacolare ed eclettico progettato dallo stesso artista, realizzato a partire dalla seconda metà degli anni ’50 (poco prima che morisse) e terminato nel ’63, dunque dopo la sua morte.
La forma e il materiale utilizzato per la costruzione, la roccia vulcanica, rimandano immediatamente allo stile architettonico degli edifici che venivano realizzati in epoca preispanica e ciò non è ovviamente casuale. Diego era un amante delle antiche civiltà del Centro America nonché collezionista di reperti archeologici risalenti a quell’epoca e progettò l’edificio affinché potesse custodire gli oltre 50000 pezzi raccolti nel corso della sua vita.
Oltre a questo immenso patrimonio archeologico, il museo raccoglie migliaia di opere dell’arte popolare messicana più recente e molti bozzetti originali dell’artista, tra cui quelli del celebre murale che Rivera dipinse all’interno del Rockefeller Center di New York, immediatamente distrutto per volontà della ricchissima famiglia committente, a causa del ritratto di Lenin che Diego realizzò in mezzo agli altri personaggi presenti nell’opera (è celebre questo episodio rappresentato nel film “Frida”).

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Sergio Lipari

Fiorentino, laureato in Industrial Design presso la Facoltà di Architettura di Firenze, non amo definirmi, forse perché non so come definirmi.
Sono viaggiatore e lettore, mi occupo di design, grafica e fotografia.
Ho due grandi passioni che mi accompagnano fin da piccolo e proprio non riesco a farne a meno: la chitarra e il LEGO.
Con quest’ultimo, mi diverto a interpretare e raccontare la realtà che mi circonda, in un esercizio che sta a metà strada fra il ludico e il serio.
Ho vissuto a Barcellona e mi reco spesso in Messico, dove ho lavorato e soggiornato per lunghi periodi. Amo Frida, Diego e il mezcal, che in una calda, stellata notte messicana mi ha regalato la sbronza che mai scorderò in vita mia.

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