Eccoli i miei Super Poteri!

Ho la fortuna di essere cresciuta in una Famiglia di quelle belle, tenute unite dall’Amore.

E siccome misentofortunata(.it) ho scelto di entrare a far parte di un’altra bella Famiglia e ne ho creata una in cui spero che i miei figli possano dire altrettanto.

Il senso della famiglia viene fuori nei momenti di difficoltà. Certo anche nel piacere di trascorrere una bella giornata tutti insieme, ma quello alla fine se ci si pensa è qualcosa di più facile, nel senso che se c’è un po’ di armonia tutti trovano gusto nel sedersi davanti a una tavola imbandita con del buon vino…

Invece io ho sempre percepito la vicinanza dei miei genitori nei momenti difficili, crescendo hanno dimostrato di sapermi dimostrare la loro presenza e il loro amore anche in modo discreto, in silenzio, solo facendomi sentire che se volevo loro erano lì. E questo non è già rassicurante?!

Per non parlare della forza tra fratelli. Questa è una cosa meravigliosa e mi dispiaccio per chi non può provare questa energia vitale, perché di fratelli non ne ha o perché non ha avuto la fortuna di costruire questo legame così stretto. Io, più piccola, con loro due grandi, mi sono sempre sentita protetta, sicura, con una via di fuga e una soluzione sempre. Che si trattasse di farmi difendere dai ragazzini scemi che mi prendevano in giro a 12 anni (“se non la smetti chiamo i miei fratelli e ti picchiano!” e questa è ancora raccontata nelle serate insieme da chi poi le ha prese davvero!! Seppur bonariamente, s’intende), o di essere consolata dopo un litigio con un’amica, o di riuscire a capire una materia ostica, o di essere raddrizzata di fronte al mio atteggiamento irrispettoso nei confronti della mamma, o di comprendere il valore del denaro e della responsabilità di guadagnarselo fin da ragazzini per soddisfare le proprie piccole esigenze, o di vedere le cose dal punto di vista del mio fidanzato (essendo loro maschi!)… be’ ho sempre avuto una spalla su cui battere o su cui piangere.

Ma la fibra della nostra unione si è vista ancor di più da grandi. E non è cosa così scontata, perché ognuno ha la sua vita, il suo lavoro, i suoi impegni, ma nei momenti difficili non è mai tardata a mostrarsi in tutta la sua interezza. Per me, che ormai non ero più piccola o almeno avevo smesso di sentirmi tale (come su uno scalino più basso), rendermene conto, malgrado l’occasione funesta, è stata una gioia immensa. E immagino quanto abbia rassicurato i miei genitori. Senza entrar nei dettagli, ricordo tre momenti particolarmente ostici, uno per ciascuno. E ci siamo stati. Più forti e uniti di prima. Anzi specialmente nell’occasione più dolorosa, che ha sconvolto tutta la nostra famiglia, è stato come se intorno a noi tre non ci fosse altro, come se noi ci bastassimo. Non so rendere l’idea, ma c’è stato un pomeriggio in cui malgrado una paura immensa dentro il mio cuore, nonostante l’incertezza e una disarmante impotenza, una gioia altrettanto sconfinata mi ha investito in un istante! Era come se fossimo senza età, fuori dalle nostre vite, noi tre insieme, lì ad affrontare con il sorriso la nostra paura, forti solo del nostro amore e della fiducia di una soluzione. “Sarebbe bello se lavorassimo tutti e tre nell’azienda agricola!”. E sarebbe bello davvero. Ne sono sicura e mentre scrivo piango perché lo avremmo forse dovuto pensare prima. Ma in quel momento rendermi conto di quell’affiatamento così spontaneo, così vero e radicato mi – spero ci – ha riempito il cuore!

E in una vicenda, essendo mia, invece entro volentieri: era luglio, la mia “canona”, uno splendido pastore maremmano di ormai 17 anni, non ce la faceva proprio più. Era stanca. Voleva andarsene, ma tardava a farlo. Camminava a malapena e quando mio fratello ebbe completato il riparo per lei la portai in campagna. Ero mamma da poco e dovevo dividermi tra una poppata e un salto (40 minuti di strada) a salutare la mia compagna di una vita, colei con cui avevo condiviso gli ultimi 17 anni, che non mi aveva fatto sentire sola nei momenti tristi, che ascoltava i miei pensieri a voce alta, insomma un pezzo di me. Dovevo partire per la montagna, le avevo chiesto in ogni modo di volare via con me, di farsi salutare, ma lei ha aspettato che fossi via, lontano, con una certa difficoltà operativa nel tornare (anche se non mi sono mai scusata del tutto di non averlo fatto). Ricordo perfettamente – io che non ricordo mai niente – il momento in cui mio fratello mi chiamò per dirmi che non ce la faceva più, che avrebbe chiamato la veterinaria. Io non ero lì. E lui, al mio posto, con tutto l’amore che le avrei dato io e forse di più, la ha accompagnata nel suo viaggio. Non devo aggiungere altro credo.
La cosa bella, come dicevo, è essere stata accolta da un’altra bella Famiglia e respirare l’amore vero tra un uomo e i suoi genitori e vedere come questi in qualsiasi occasione accorrano di fronte ad una sua richiesta o esigenza, come se fosse sempre il loro cucciolo. Perché del resto così è. I figli resteranno sempre dei cuccioli per i propri genitori: sono il loro tesoro.

E questa magia della famiglia unita, legata da un amore che va oltre le incomprensioni, le diverse ideologie, le scelte non sempre condivise, rende invincibile chi ne fa parte grazie a dei veri, speciali, ineguagliabili Super Poteri! (… amore, autostima, riconoscenza, affetto, dolcezza, percorsi di crescita, stima reciproca, dialogo, educazione, racconti, gratitudine, ricordi, tempo prezioso passato insieme, giusto per dirne alcuni!).

PS Dimenticavo: i miei valori, i principi in cui credo, l’importanza che riconosco al rispetto, alla lealtà e all’amicizia, li devo ai miei genitori, che me li hanno insegnati a parole e con l’esempio quotidiano. Ma forse si era capito.

Tessa scrive su misentofortunata.it

 

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