Fino al 2 febbraio 2020 sarà possibile visitare al Museo Archeologico Fiorentino la mostra “Mummie, viaggio verso l’immortalità” che andrà ad arricchire ulteriormente la già grande collezione di reperti egizi, seconda soltanto all’oramai anche troppo famoso museo di Torino.
La collezione fiorentina ha avuto inizio nel ‘700 ed è andata nel tempo ad ingrandirsi sempre di più fino ad accogliere pezzi di massimo pregio come l’unico carro da guerra ritrovato perfettamente integro al mondo.

La mostra darà la possibilità di ammirare reperti del Museo Egizio normalmente non disponibili in quanto conservati nei magazzini del museo come il sarcofago di Padimut mai esposto e mai studiato prima della mostra,la statua del sacerdote Henat,  la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu.

Infatti l’argomento principe della mostra, come suggerisce il nome, è la concezione egizia della vita dopo la morte partendo dagli oggetti che venivano posti nella sepoltura insieme al defunto e che gli sarebbero serviti una volta raggiunto l’aldilà, arrivando fino alla mummificazione in quanto era credenza la reincarnanzione nel vecchio corpo. A questi argomenti sono infatti dedicate le due sezioni della mostra.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.